Per il protagonismo dei migranti
Per l'abolizione del legame tra permesso di soggiorno e lavoro
Per la libertà di movimento e il diritto di restare e per la chiusura dei CPT dentro e fuori l'Europa

Informazioni e Contatti

Telefono: 327-57-82-056
E-mail: coo.migra@yahoo.it
il Coordinamento Migranti si riunisce tutti i MERCOLEDI sera alle 19:30 presso XM24, in via Fioravanti 24 a Bologna

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sabato, 05 luglio 2008

5 LUGLIO: CORTEO DEI MIGRANTI E DEGLI ANTIRAZZISTI CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA E LA LEGGE BOSSI-FINI

L'immagine “http://farm4.static.flickr.com/3260/2630771058_2e85a1280c_b.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

COORDINAMENTO MIGRANTI BOLOGNA E PROVINCIA, Ass. senegalese JUBBO Sant'Agata Bolognese; Ass. senegalese KOCC BARMA Calderara di Reno; Ass. Sopra i Ponti Bologna; Ass. Press Afric Bologna; Ass. culturale Radici Peruviane Bologna; Ass. sportiva marocchina HILAL Baricella; Ass. Integrazione Vera Bologna; Ass. della Costa d'Avorio Bologna; Comunità Pakistana di Bologna; Ass. senegalese di Bologna Cheikh Anta Diop; United Asian Workers Association Bologna; Lavoratori marocchini di Molinella; Associazione Fratellanza Pakistana di Portomaggiore; A.I.AB Associazione degli Immigrati non comunitari dell'Appennino Bolognese.

Aderiscono: Xm24; Laboratorio Crash!, Vag61; C.s. Tpo; Lazzaretto Autogestito; Livello 57; Circolo Anarchico C. Berneri; Usi - Ait, Lavoratrici e Lavoratori Anarchici; Confederazione Cobas Bologna;  Cobas Scuola – Bologna; Asia Rdb-Cub; Collettivo  Figlie Femmine; Comitato Palestina Bologna; Harambe; Spazio Sociale Studentesco; Assemblea Antifascista Permanente; Circolo Iqbal Masih; Lista Reno; Disarmiamoli Bologna; QueeRingBo; Confederazione Unitaria di Base Bologna; Sinistra Critica Bologna; Ass. Città Migrante Reggio Emilia; Collettivo Amazora Bologna; Associazione “il Bene Comune”; Circolo “Che Guevara” PRC Castel San Pietro; “Laboratorio femminista Kebedech Seyoun”; Associazione 3 Febbraio; Socialismo Rivoluzionario; Associazione SOKOS; Partito Comunista dei Lavoratori Bologna; Associazione medica N.A.Di.R.; Rete 28 aprile; Ass. Un Ponte Per Bologna; Rete delle Donne di Bologna.

Ricordiamo: meeting point in piazza XX Settembre (di fronte all'autostazione di Bologna, inizio via Indipendenza), a partire dalle ore 15:30.

Attesa dei partecipanti al corteo (sono attesi partecipanti dalla provincia e da fuori provincia: suggeriamo di parcheggiare lontano dal centro e utilizzare mezzi pubblici diretti a Stazione o Autostazione, oppure utilizzare i parcheggi a pagamento; un pullman partirà da Molinella alle ore 15).

Corteo lungo via Indipendenza, via ugo Bassi, Prefettura, ritorno in via Ugo Bassi, via Rizzoli

Conclusione in piazza Re Enzo


Durante il corteo sarà messa a disposizione acqua per i partecipanti, visto il caldo suggeriamo comunque di portare acqua o altre bevande.

NON E' IL MOMENTO DI AVERE PAURA
PRENDIAMOCI UNA BOCCATA DI LIBERTA'
postato da: coordmigranti alle ore 08:30 | link |
categorie: manifestazioni, tavolo migranti, migranti antirazzismo
lunedì, 30 giugno 2008

Contro il pacchetto sicurezza, contro il razzismo istituzionale: documento delle reti migranti e antirazziste

Il cosiddetto “pacchetto sicurezza” varato dal governo Berlusconi e le quasi contemporanee decisioni prese dall’Unione Europea in materia di immigrazione rappresentano un duro attacco contro le condizioni di vita e di lavoro di tutti i migranti.

Il varo di queste norme è solo l’ultimo passo di una lunga serie di provvedimenti razzisti, come il precedente decreto sicurezza del governo Prodi, di inadempienze istituzionali, come il rifiuto dei ministri Amato e Ferrero di abolire il protocollo con le poste, di leggi vessatorie e discriminatorie, come la Bossi-Fini e ancor prima la Turco-Napolitano.

Il pacchetto sicurezza è l’ultimo e più eclatante passo di una politica verso i lavoratori e le lavoratrici migranti fondata sul ricatto e sulla paura. Il suo obiettivo è di costringerli ad accettare ogni forma di sfruttamento e di ostacolarne i percorsi di lotta e di organizzazione collettiva.

 Assieme al “pacchetto sicurezza” giunge puntuale anche il tentativo di costruire un’opinione pubblica che distingua gli immigrati in buoni e cattivi, in quanto regolari o irregolari, in quanto provenienti da un luogo o da un altro, in quanto badanti o in quanto generici lavoratori. Vogliono scatenare una guerra tra poveri per dividere e poter colpire meglio e più facilmente tutti i lavoratori.

Per quanto oggi la situazione appaia e sia difficile è necessario e possibile iniziare a reagire contro tutto ciò. In questi ultimi anni in varie città come Brescia, Milano,  Roma,  Verona,  Bologna, Napoli, Reggio Emilia, ecc. si sono dati momenti di lotta, mobilitazione ed organizzazione contro l’offensiva razzista di padroni e governi.

Bisogna far tesoro di simili esperienze per puntare a gettare le basi per un movimento unitario che abbia portata nazionale e che si ponga anche l’obiettivo di stringere legami organizzativi e di lotta a livello europeo e internazionale. È in questa ottica che l’assemblea tenutasi a Roma domenica 22 giugno, che ha visto la partecipazione di molte realtà dell’autorganizzazio ne degli immigrati e dell’antirazzismo militante promuove: una settimana di mobilitazione -  dal 5 al 12 luglio - a livello nazionale da articolarsi localmente contro il “pacchetto sicurezza” in cui si darà la massima importanza alla propaganda e alla contro-informazione rivolgendosi tanto ai lavoratori immigrati quanto a quelli italiani. Settimana finalizzata anche a preparare il terreno per un rilancio su più vasta scala della mobilitazione in autunno.

Contro il pacchetto sicurezza e il reato di immigrazione clandestina

Per rompere il legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno

Per la regolarizzazione immediata di tutti i migranti presenti sul territorio nazionale

Per il diritto d’asilo

Per la chiusura degli attuali CPT e contro l’apertura dei nuovi Centri d’identificazione ed espulsione


Assemblea delle Reti Migranti e Antirazziste

Roma 22 giugno 2008
postato da: coordmigranti alle ore 08:56 | link |
categorie: assemblee, tavolo migranti, migranti antirazzismo
venerdì, 23 maggio 2008

L'Antirazzismo e le lotte dei migranti

Da sempre i migranti hanno a che fare con il razzismo. Perciò i migranti sono antirazzisti. Non hanno bisogno di un governo nuovo, dei giornali, del parlamento europeo per sapere che esiste il razzismo, perché lo vivono quotidianamente: sugli autobus e sui posti di lavoro, nelle piazze e nei supermercati, nelle scuole e negli uffici pubblici.
Molti ora hanno riscoperto che in Italia c'è il razzismo. È un razzismo che considera i rom come scorie da eliminare, e oggi lo manifesta con particolare virulenza sebbene, purtroppo, non sia una novità in questa 'civile' Italia. Pochi paiono invece avere scoperto che l'immigrato clandestino non è una vittima della cultura razzista, ma un lavoratore senza permesso di soggiorno. Sarebbe interessante se per una sola settimana si togliessero tutti i clandestini a padroni e padroncini di fabbriche, fabbrichette, campi, cantieri e cooperative di vario tipo. Allora la base elettorale della Lega si arrabbierebbe davvero e non saprebbe più cosa farsene del suo razzismo.
Noi diciamo che la giusta indignazione degli antirazzisti non può cancellare anni di lotte dei migranti, condotte in prima persona sotto tutti i governi e in tutte le condizioni. In questi anni - anche in questi ultimi due anni, quando molti hanno taciuto aspettando la salvezza antirazzista dal governo - i migranti hanno praticato costantemente l'antirazzismo. Lo hanno fatto gridando forte che la loro condizione, lo sfruttamento del lavoro migrante, è una condizione che riguarda tutto il lavoro, perché tutti i lavoratori sono attaccati quando alcuni sono costretti ad accettare l'inaccettabile per rinnovare il permesso di soggiorno. Lo hanno fatto denunciando che la sicurezza è quella di non morire sul posto di lavoro quando si è in nero, con la pelle nera, e senza documenti, ma anche quando si è bianchi e con tutte le carte in regola. Lo hanno fatto sapendo che sono i più precari tra i precari e cercando collegamenti con le altre lotte. Lo hanno fatto dicendo che clandestino non è criminale, e d'altra parte lo sa pure il governo se oggi si preoccupa di "fare emergere" il lavoro delle badanti, perché "servono".
Che cosa significa oggi essere antirazzisti? La Spagna si proclama antirazzista. Infatti espelle i migranti nel rispetto dei diritti umani. Li sfrutta con una Bossi-Fini mascherata di politicamente corretto, contrattando coi governi nordafricani l'importazione temporanea di forza lavoro a basso costo! Meglio dunque non gridare allo scandalo, se quest'urlo rischia di ridurre al silenzio ciò che i migranti dicono chiaramente da tempo, come pure l'antirazzismo che essi praticano essendo protagonisti delle loro lotte senza aspettare il risveglio delle buone intenzioni. La mobilitazione dei migranti a livello transnazionale contro le politiche europee sull'immigrazione mostra l'arretratezza di chi si è affidato a un presunto governo antirazzista contro un governo certamente razzista. L'antirazzismo non può essere ridotto alle buone intenzioni degli italiani scandalizzati. Si tratta di fare. E questo fare non può prescindere dalle pratiche politiche che si sono consolidate e che hanno visto i migranti protagonisti. Non può prescindere dalle rivendicazioni che in questi anni i migranti hanno portato nelle assemblee e nelle piazze. Rivendicazioni che denunciano il confine sempre più labile tra regolarità e irregolarità, la rapina delle Poste, la politica dei flussi e il furto dei contributi. Non può prescindere dalla rivendicazione della regolarizzazione slegata dal lavoro e dal salario, e della chiusura di tutti i centri di detenzione amministrativa.
A volte, però, ritornano i professionisti dell'antirazzismo, persino europarlamentari, convocando a mezzo stampa urgenti incontri o manifestazioni nazionali con tanto di data prevista. Significa forse che si sono ravveduti quelli che fino all'ultimo hanno promesso l'abolizione della Bossi-Fini anche se poi non sono riusciti neppure a mitigare il protocollo con le poste. Probabilmente hanno capito di aver sbagliato i conti quelli che si sono affidati al "governo amico", anche se proponeva una legge che non cancellava il legame tra soggiorno e lavoro né aboliva i Cpt. Devono essersi accorti di non poter continuare a tacere coloro che vantano centinaia di migliaia di migranti iscritti, ma finora si son scordati di parlare di lavoro. Non si sono forse accorti, però, dei percorsi che in più parti d'Italia hanno mobilitato migliaia di migranti in questi anni e delle domande che quei migranti hanno portato avanti. Questo non è buon modo di fare antirazzismo. L'urlo antirazzista deve continuare, ma non può mettere a tacere il protagonismo dei migranti che hanno continuato a parlare prendendo in mano il loro destino spesso nel silenzio di molti. Noi riconosciamo che si è aperta una nuova fase talmente difficile che è impossibile e inutile rispondere con iniziative simboliche o spettacolari, o lasciandosi dettare i tempi dalle emergenze. Siamo disposti a cooperare contro la legge Bossi-Fini, contro il razzismo, contro lo sfruttamento del lavoro migrante con chiunque si assuma la responsabilità di farlo. Noi non alziamo steccati, ma nemmeno ci facciamo dettare le scadenze come se dipendessimo dalle buone intenzioni degli altri.


Laboratorio Antirazzista e delle resistenze sociali "L'incontro" - La Spezia
Coordinamento immigrati Brescia
Coordinamento migranti Bologna
Coordinamento migranti Vicenza
Gruppo migranti Torino

postato da: coordmigranti alle ore 09:21 | link |
categorie: comunicati, tavolo migranti, migranti antirazzismo
sabato, 10 maggio 2008

"Siamo tantissimi!" - comunicato dopo il 1° maggio

“Siamo tantissimi!"

"Siamo tantissimi!" - questo gridavano i migranti dal carro che apriva la MayDay008, addobbato dagli striscioni che riportavano le rivendicazioni di questa MayDay: regolarizzazione permanente slegata dal lavoro e dal salario, fine del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, chiusura di tutti i CPT dentro e fuori l'Europa.


Subito dietro un grande striscione fatto di tanti pezzi, i pezzi della catena transnazionale di lotta dei migranti, un filo che lega le tante tappe di una lotta che si aggira per l'Europa e ne supera i confini, comunicando con l'Africa e gli Stati Uniti, la lotta dei  migranti: taciuta dai media, ignorata da buona parte del mondo politico, temuta da chi costruisce discorsi politici sulla pelle dei migranti. A racchiudere tutto questo bastano due slogan: "No Borders, No Precarity!" scelto come slogan dell'euromayday008 e l'appello partito da Milano: contro la precarietà e il regime dei confini, transnazionalizzazione e autorganizzazione delle lotte.

In questa Euromayday è stata vinta una scommessa, è venuta meno la separazione
tra le lotte dei migranti da quelle contro la precarietà del lavoro, la centralità politica delle rivendicazioni dei migranti è innanzi tutto questo: la conquista di un protagonismo migrante che evade dai confini politici entro i quali vogliono ingabbiare il lavoro migrante. Confini di comunità, confini di cultura, confini di lingua, confini di provenienza, confini che separano e dividono i lavoratori migranti da tutti gli altri, costringendoli nell'angolo di un ricatto continuo, della diffidenza, della paura alimentata da retoriche razziste.

La presa di parola dei
migranti ha però mostrato un'altra cosa. Sotto il sole di Milano i migranti hanno
fatto vedere a cosa serve tutto questo e se ne sono fatti beffa: "Ci minacciano parlando di 300mila guardie pronte ad espellerci, ma nessuno ci fa paura!". Questa la risposta che da Milano arriva dritta a chi sulla pelle dei migranti costruisce il suo discorso politico e che interpella tutti.

Ma ci hanno detto anche altro, svelando a
cosa serve questo discorso: serve a celare il silenzio a cui si vuole ridurre il lavoro, in tutte le sue forme, atipiche, precarie, 'tradizionali' come qualcuno le chiama, senza vedere che la precarietà colpisce nelle fabbriche come nei call center, nei campi come nell'edilizia, nell'informazione come nei servizi. La costrizione e il ricatto contro il lavoro migrante sono l'arma con la quale vengono colpiti tutti i lavoratori, alimentando la paura e il sospetto. È un ricatto destinato a stringere ancora di più la sua morsa: è fresca la notizia che il parlamento europeo si appresta ad approvare una direttiva per allungare fino a 18 mesi la permanenza nei CPT. Una prospettiva che rende ancora più urgente il prossimo anello della catena transnazionale di lotta dei migranti del prossimo 6 giugno a Varsavia, contro l'agenzia europea di controllo delle migrazioni FRONTEX.

Se sempre più lavoratori
sono migranti, se questi sono sempre più ricattati, ridotti al silenzio, minacciati con i CPT e dal governo europeo delle migrazioni, sono tutti i lavoratori a doversi preoccupare, perché come è già accaduto poi toccherà a loro, perché tocca già anche a loro: la 'sicurezza' che spacciano come soluzione è un paravento, e non servirà ad aggiustare i conti delle famiglie, a conquistare diritti sul posto di lavoro, a rivendicare reddito, a costruirsi un futuro senza essere 'a disposizione' del padrone di turno.

Per questo il protagonismo dei migranti parla a tutto il lavoro, abbatte
una gabbia e rilancia in avanti una lotta comune: comune è la lotta dei migranti con i precari, comune è la richiesta di una regolarizzazione permanente, subito, per farla finita con le sanatorie truffa, tutte interne alla logica dello sfruttamento del lavoro migrante e della precarizzazione, con la falsità dei decreti flussi e della 'clandestinità' usata per criminalizzare i migranti quando non servono più, quando sono già stati sfruttati abbastanza, quando è ora di indicare un nemico.

Noi
crediamo che sia da qui, dal protagonismo migrante e dalla sua capacità di parlare a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici, che dobbiamo rilanciare e continuare questa lotta. Per questo quando parliamo di lavoro migrante parliamo di tutto il lavoro, per questo i migranti, il primo maggio, gridavano "Siamo tantissimi" e dietro avevano migliaia di persone: migranti, italiani, precari, lavoratori.

Per continuare a lavorare in questa direzione saremo domani a Monza, presso la F.O.A. Boccaccio, alla prima assemblea per la costruzione del percorso della LongMayDay [leggi il comunicato della rete euromayday Milano008]

Laboratorio Antirazzista e delle resistenze sociali "L'incontro" - La Spezia
Coordinamento Immigrati Brescia
Coordinamento Migranti Bologna
Coordinamento Migranti Vicenza
Gruppo Migranti Torino

postato da: coordmigranti alle ore 19:01 | link |
categorie: comunicati, tavolo migranti, mayday008
martedì, 06 maggio 2008

Report mayday008/4 - video dal carro migranti

Due contributi video dal carro dei migranti alla MayDay008 [vedi sotto per foto e contributi audio dal corteo]

"Pace e permesso di soggiorno per tutti!"



Si balla ma non solo... "Dobbiamo ragionare, dobbiamo essere capaci di preparare qua in Italia uno sciopero del lavoro migrante, che dimostri che siamo sì lavoratori, ma siamo anche gente che conta, che lotta, che parla, che si ribella! [..] Faranno l'Expo.. noi sappiamo cosa vuol dire, significa quello che è stato a Torino: lavoro a 1 euro e mezzo l'ora!"



domenica, 04 maggio 2008

Report MayDay008/2 - foto: la MayDay vista dal carro dei migranti

NB: CLICCA SULLE FOTO PER ACCEDERE ALLA GALLERIA COMPLETA
 DSC_6192
In migliaia in corteo dietro al carro dei migranti

In decine di migliaia hanno sfilato questo primo maggio a Milano per la EuroMayDay008 in contemporanea con numerose città europee, tra cui Aachen, Amburgo, Madrid, Lisbona, Malaga, helsinki, Vienna. Una parade lunghissima e colorata, aperta dal carro dei migranti: uno spezzone di migliaia di persone, cresciuto lungo il percorso fino a piazza Castello, che ha rilanciato la centralità del lavoro migrante in questa MayDay008.

DSC_6192Lo striscione della catena transnazionale di lotta dei migranti: da Bamako a Milano

"Immigrati, non lasciateci soli con gli italiani", recitava uno striscione appeso da un terrazzo lungo il percorso della MayDay, i migranti hanno risposto con oltre 3 ore di musica e parole per rivendicare una regolarizzazione per tutti i/le migranti, la rottura del legame tra permesso di soggiorno e lavoro, la chiusura dei CPT. Parole che in questa MayDay sono diventate parole comuni, in grado di unire le lotte dei precari e dei migranti.

DSC_6192Lo slogan simbolo della MayDay008: No borders, No precarity!

Erano presenti delegazioni da La Spezia, Brescia, Vicenza, Bergamo e numerose altre città, due pullman da Torino. Da Bologna, i due pullman organizzati dal Coordinamento Migranti non hanno potuto accontentare tutti, c'è chi è dovuto partire in macchina, chi in treno, chi forse è rimasto a casa: a tutti questi diciamo grazie e che presto ci rivedremo.

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Un momento dell'arrivo del Coordinamento Migranti Bologna in porta Ticinese
postato da: coordmigranti alle ore 15:58 | link |
categorie: foto, tavolo migranti, migranti antirazzismo, mayday008
mercoledì, 19 marzo 2008

Materiali: la condizione del lavoro migrante

Si è svolta a Torino, l'8 marzo, la giornata di discussione organizzata dal Gruppo Migranti di Torino sul tema del lavoro migrante, in seguito potete trovare un resoconto degli interventi.

In più occasioni, a partire dall’assemblea delle reti migranti e antirazziste che si sono incontrate a Brescia dopo la straordinaria manifestazione dello scorso 24 ottobre, abbiamo registrato la necessità di ripensare e approfondire il discorso politico su lavoro migrante e cittadinanza. Per questo motivo, in connessione con numerose realtà attive sul resto del territorio nazionale, abbiamo deciso di aprire uno spazio di discussione da articolare in alcuni incontri seminariali. Il primo appuntamento, a Torino, ci ha portato a discutere di lavoro migrante e irregolarità, categorie essenziali – tra le altre cose – per approssimare la realtà del lavoro espressa dal nostro territorio. Tale appuntamento è particolarmente urgente alla luce dell’attuale situazione politica, che ci richiede uno sforzo di immaginazione nel tentativo di anticipare la forma e i contenuti delle lotte dei migranti dei prossimi anni. E’ necessario riproporre la centralità del lavoro migrante e riaffermarne il protagonismo, dal momento che nessuna delle forze che si candidano oggi al governo del paese pare intenzionata a mettere in discussione due leggi ugualmente inaccettabili, la Turco-Napolitano e la Bossi-Fini.

Leggi il resoconto in formato .pdf

lavoro_migrante