Per il protagonismo dei migranti
Per l'abolizione del legame tra permesso di soggiorno e lavoro
Per la libertà di movimento e il diritto di restare e per la chiusura dei CPT dentro e fuori l'Europa

Informazioni e Contatti

Telefono: 327-57-82-056
E-mail: coo.migra@yahoo.it
il Coordinamento Migranti si riunisce tutti i MERCOLEDI sera alle 19:30 presso XM24, in via Fioravanti 24 a Bologna

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giovedì, 17 luglio 2008

LETTERA AL QUOTIDIANO IL MANIFESTO

Se i migranti prendono parola, “Il Manifesto” tace.
E non acconsente.


Domenica 29 giugno la comunità egiziana di Saronno ha promosso una manifestazione, sostenuta da una grande partecipazione di migranti e antirazzisti provenienti anche dal resto della Lombardia, per denunciare la morte di Said, ucciso dal suo datore di lavoro perché pretendeva addirittura il suo salario. I migranti hanno preso direttamente parola per esprimere la propria rabbia, il proprio dolore, la propria indignazione. Il Manifesto ha però parlato di un’iniziativa messa in campo dalla CGIL, assente peraltro dalla piazza dei migranti.
Giovedì 3 luglio, a Brescia, centinaia di lavoratori e lavoratrici migranti sono scesi in piazza per denunciare la morte di Ivan Pyreu, lavoratore edile immigrato dalla Russia e ‘clandestino’, caduto dal terzo piano per sfuggire a un controllo di polizia. Ivan non aveva misteri da nascondere, se non il fatto di essere un lavoratore clandestino, additato oggi come pericoloso criminale, con la minaccia della reclusione in un CPT sulla testa. Il Manifesto stavolta non ha travisato i fatti, ha semplicemente taciuto, ignorando la presa di parola dei migranti.
Sabato 5 luglio si è svolta a Bologna una manifestazione che ha visto la partecipazione di oltre mille uomini e donne, per la maggior parte migranti, mossi dallo slogan “non è il momento di avere paura”. Una risposta decisa contro il pacchetto sicurezza, il cui unico scopo è quello di aggravare gli effetti della Bossi-Fini, riducendo i migranti al silenzio. Il Manifesto ha pensato bene di dedicare all’iniziativa un trafiletto che della manifestazione ha riportato solo un ridicolo scontro a margine del corteo. Come “Il Resto del Carlino” che, almeno, sappiamo senza ombra di dubbio da che parte sta.
Perché il punto è proprio questo: da che parte sta “Il Manifesto”? Non si tratta solo di dovere di cronaca, che pure è mancato prima di tutto nei confronti delle migliaia di lavoratori e lavoratrici migranti di Saronno, Brescia e Bologna. Si tratta di capire da che parte sta il “quotidiano comunista” che fa dell’antirazzismo la propria bandiera, ma dimentica in modo sistematico le iniziative autonome dei migranti, mentre dedica pagine e pagine a improbabili e subito svanite manifestazioni nazionali contro il razzismo, come pure a seminari su avveniristici cambiamenti culturali iniziati e finiti in un’aula magna.
Perché “Il Manifesto” tace quando i lavoratori e le lavoratrici migranti prendono parola praticando l’antirazzismo? In un momento in cui molti lavorano per ridurre i migranti al silenzio, quello che sconcerta è che anche il Manifesto faccia la sua parte.

Ibrahim Niane – Coordinamento immigrati di Brescia
Felice Mometti – Coordinamento immigrati di Brescia
Fabio Zerbini – Comitato antirazzista milanese
Samir Elhilali – Comitato antirazzista milanese
Najat Achak – Coordinamento Migranti Bologna
Paola Rudan – Coordinamento Migranti Bologna
postato da: coordmigranti alle ore 07:51 | link |
categorie: comunicati, parole migranti, migranti antirazzismo
martedì, 15 luglio 2008

RITARDI NEI RINNOVI: DENUNCIA E PROTESTA GIOVEDI' 17 LUGLIO

L’INFERNO CHE NOI MIGRANTI VIVIAMO
PERMESSI GIA’ SCADUTI
E IL POLIGRAFICO NON LI STAMPA PIU’


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Un giorno di ordinaria attesa fuori dall'Ufficio Stranieri

L’inferno che noi migranti viviamo è il ritorno, ogni giorno e ogni anno, delle stesse, identiche, drammatiche incertezze. Non basta una legge come la Bossi-Fini che ci accetta solo se accettiamo di essere sfruttati. Non basta il razzismo imperante e ormai pienamente istituzionalizzato.  A tutto questo si aggiunge l’incertezza di un permesso di soggiorno che, per i più fortunati, viene rinnovato dopo un anno di attesa. I più sfortunati – ovvero la maggior parte – aspettano molto più di un anno! Quelli che hanno consegnato la domanda a maggio sono stati convocati per dare le impronte a gennaio e da quel momento ancora molti mesi dovranno passare per vedere un pezzo di carta senza alcun valore. Senza alcun valore perché anche se a quel pezzo di carta è attaccata la nostra vita, ce lo vedremo consegnare già scaduto, o con soltanto qualche giorno di validità. Il tempo necessario per compilare un altro kit, presentarsi allo “sportello amico” e consegnare più di 70 € per ogni membro della famiglia per farsi truffare legalmente dalle Poste e dallo Stato. E questa truffa ha raggiunto il punto che il Poligrafico di Stato ora i permessi di soggiorno si rifiuta di stamparli, perché sono già scaduti, perché non valgono più nulla. Dipendiamo ormai a tempo indeterminato da una ricevuta, quella che attesta che abbiamo presentato domanda di rinnovo. Una ricevuta che – nonostante tutte le leggi, i decreti e le direttive che dicono il contrario – non vale niente. Non ci permette di trovare lavoro perché nessuna agenzia interinale accetta il nostro lavoro se abbiamo in mano soltanto la ricevuta delle poste. Ci condanna a volte al licenziamento quando i nostri padroni ci vedono diventare “temporaneamente irregolari”. Addirittura, con la sola ricevuta non possiamo avere stabilmente assegnato un medico di base. E anche quest’anno, come ogni anno, l’enorme ritardo nella consegna del permesso di soggiorno non ci permette di sapere se, come, quando, potremo tornare nei nostri paesi e riabbracciare i nostri cari, e se il prezzo di questo ritorno sarà di restare bloccati a una frontiera esterna dell’Italia. In molti siamo in fila quotidianamente, sotto il sole bollente, per avere delle risposte. E il prezzo delle risposte, che non arrivano, sono l’aggressività e gli insulti di quelli che dovrebbero “fornirci un servizio” all’ufficio stranieri. E allora, noi siamo stanchi e pretendiamo una risposta. Vogliamo essere liberi di tornare nei nostri paesi per le ferie e liberi di tornare in Italia quando le ferie saranno finite. E per questo saremo in fila con i migranti di Bologna, giovedì 17 luglio dalle ore 14, in via Bovi Campeggi, per fare sentire la nostra voce, per dire basta, e perché sia chiaro che non siamo più disposti ad accettare di vivere quest’inferno.
 
postato da: coordmigranti alle ore 19:20 | link |
categorie: comunicati, manifestazioni
giovedì, 10 luglio 2008

QUESTO E' SOLO L'INIZIO: COMUNICATO DEL COORDINAMENTO MIGRANTI SULLA MANIFESTAZIONE DEL 5 LUGLIO

“Questo è solo l’inizio”. Prima in arabo, poi tradotta in tutte le lingue, questa frase è stata cantata e gridata da più di mille migranti assieme a decine di antirazzisti che hanno partecipato alla manifestazione del 5 luglio. noi non rimarremo più in silenzio: non vogliamo più subire la divisione tra italiani e migranti che queste leggi vogliono imporre. Per questo d’ora in poi lavoreremo alla costruzione di un percorso comune di lotta verso uno sciopero del lavoro migrante come sciopero di tutti i lavoratori contro la legge Bossi-Fini: non torneremo più indietro, questo è solo l’inizio!

postato da: coordmigranti alle ore 11:51 | link |
categorie: comunicati, manifestazioni
giovedì, 03 luglio 2008

Verso il 5 luglio: comunicato dell'associazione SOKOS

La salute non è clandestina!
comunicato di adesione alla manifestazione del 5 luglio dell'associazione SOKOS

LEGGI

postato da: coordmigranti alle ore 09:51 | link |
categorie: comunicati, manifestazioni
mercoledì, 02 luglio 2008

Verso il 5 luglio: materiali

L'immagine “http://farm4.static.flickr.com/3260/2630771058_2e85a1280c_b.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
scarica il poster QUI

Prossime iniziative:
  • Giovedì 3 luglio - ore 12 - conferenza stampa di presentazione della manifestazione (Sala Parentelli palazzo d'Accursio)
  • Giovedì 3 luglio - ore 20 - serata di autofinanziamento verso la grande manifestazione dei migranti di sabato 5 luglio - XM24 via Fioravanti 24, Bologna
Appello dei migranti per il 5 luglio: scarica
Appello siamo tutte/i clandestine/i per il 5 luglio: scarica
Documento dei migranti di Bologna sul "pacchetto sicurezza": scarica
postato da: coordmigranti alle ore 09:36 | link |
categorie: comunicati, manifestazioni
mercoledì, 25 giugno 2008

Verso il 5 luglio, manifestazione dei migranti: APPELLO DI ADESIONE

Siamo tutte clandestine!

Siamo tutti clandestini!



Noi non siamo migranti. Tuttavia, sosteniamo con forza la manifestazione del prossimo 5 luglio lanciata dal Coordinamento migranti, dalle associazioni, dalle lavoratrici e dai lavoratori migranti di questa provincia. Il 5 luglio saremo presenti perché sappiamo che la pesante ondata di razzismo che sta investendo questo paese e le misure approvate dal governo per garantire ciò che chiamano “sicurezza”, nel momento in cui cercano di mettere a tacere i migranti e le loro lotte pretendono anche di ridurre al silenzio ciò che riguarda tutti noi.

Questo silenzio ha già investito il lavoro. Non c’è sicurezza quando di lavoro si muore, quando i salari non bastano ad arrivare alla fine del mese, quando il razzismo entra nei posti di lavoro. Non c’è sicurezza perché questa divisione ci indebolisce proprio quando più è necessario costruire lotte comuni per riprenderci la sicurezza che noi vogliamo. Non ci basta gridare allo scandalo di fronte all’ennesima strage di operai. Vogliamo di più, per questo saremo in piazza il 5 luglio.

Questo silenzio urla per attutire le voci che hanno denunciato che la violenza sulle donne non ha colore, né religione, né cultura, ma solo un sesso. Alle donne si fa una seconda violenza riducendole a pretesto per fomentare una caccia razzista al criminale. Non ci accontentiamo dei trafiletti sui giornali che ricordano quando le parti si invertono e i bravi cittadini della civile Italia stuprano giovani donne migranti. Vogliamo di più, per questo saremo in piazza il 5 luglio.

Questo silenzio mente, vorrebbe convincere quelli che sono cittadini che i loro diritti sono tutelati dalla minaccia di una grande invasione criminale. Ma quelli che sono approdati sulle coste militarizzate della civile Europa e ne hanno attraversato le frontiere sono qui, ora. Lavorano accanto a noi nelle fabbriche e nei cantieri, nelle cooperative e nelle nostre case, i loro figli siedono accanto ai nostri nelle scuole. Noi sappiamo che questa criminalizzazione vuole togliere la parola a chi sta lottando per riappropriarsi del suo futuro. Non crediamo a chi ci dice che alcuni potranno parlare purché altri tacciano. Vogliamo di più, per questo saremo in piazza il 5 luglio. 

Noi non siamo migranti, ci chiamano cittadini. Ma i migranti oggi ci dicono che questa parola è ormai vuota, perché è stata svuotata dalla precarizzazione e dall’insicurezza che produce, perché è usata per sostenere il potere di quelli che dicono “giù le mani dalle nostre donne”, perché invoca confini da difendere con le armi, confini segnati dai muri, come quelli dei CPT, confini che ci dividono e ci indeboliscono, come il razzismo. Siamo cittadini ma mai, come oggi, crediamo che abbia senso tornare a dire – come nella grande manifestazione di Genova del 2001 – che siamo tutti clandestini. Non è sufficiente essere solidali, noi siamo coinvolti, vogliamo di più.

Per questo con i migranti saremo presenti non solo a parole, ma con la
più ampia mobilitazione possibile, alla manifestazione del 5 luglio a Bologna.
 
Primi firmatari: Xm24; Laboratorio Crash!, Vag61; C.s. Tpo; Lazzaretto Autogestito; Livello 57; Circolo Anarchico C. Berneri; Usi - Ait, Lavoratrici e Lavoratori Anarchici; Confederazione Cobas Bologna;  Cobas Scuola – Bologna; Asia Rdb-Cub; Collettivo Figlie Femmine; Comitato Palestina Bologna; Harambe; Spazio Sociale Studentesco; Assemblea Antifascista Permanente; Circolo Iqbal Masih; Lista Reno; Disarmiamoli! Bologna; QueeRingBo.

postato da: coordmigranti alle ore 09:39 | link |
categorie: comunicati, manifestazioni
martedì, 17 giugno 2008

CONVOCAZIONE CONFERENZA STAMPA

INVITO AGLI ORGANI DI STAMPA, RADIO, TV

Razzismo e "pacchetto sicurezza": la voce dei migranti

CONFERENZA STAMPA GIOVEDI’ 19 GIUGNO
ORE 12 - SALA PARENTELLI PALAZZO D'ACCURSIO

Abbiamo assistito in questi giorni a dichiarazioni sui provvedimenti del governo da parte di associazioni imprenditoriali, amministrazioni locali, partiti, magistratura e associazionismo cattolico. Gli unici ai quali fin qui non è stato dato spazio sono proprio i soggetti ai quali questi provvedimenti sono mirati: i migranti. Questo ci pare già essere un risultato del clima di razzismo alimentato dal governo.
Come abbiamo ripetuto più volte, questi provvedimenti producono confusione e solo apparentemente attaccano i clandestini. La verità è che sotto attacco sono tutti i migranti, regolari e irregolari, uomini e donne, che sono sfruttati "regolarmente" o "in nero" in qualche cooperativa o cantiere edile. Uomini e donne che contribuiscono ad una quota determinante dell'economia italiana.
Quello del governo non è un buon inizio, ma da chi ha costruito la propria fortuna politica sulla pelle dei migranti era difficile aspettarsi altro. Il clima di razzismo che le campagne politiche e mediatiche hanno prodotto preoccupa e ha spinto a parlare anche chi fino ad oggi aveva taciuto, considerando 'normale' subire la diffidenza e i maltrattamenti che quotidianamente i migranti vivono in questo paese: da anni denunciamo lo strisciante razzismo istituzionale che caratterizza la legge Bossi-Fini, le attese infinite per avere documenti che spettano di diritto, la discrezionalità amministrativa, la rapina delle Poste e dei contributi, i maltrattamenti subiti negli Uffici Stranieri di tante questure.
Tanto il Decreto legge quanto il Disegno di Legge che costituiscono il "pacchetto sicurezza" del governo determinano, con il consistente contributo dei media, un peggioramento della situazione, che si colloca però pienamente all'interno dell'impianto della Bossi-Fini.
Dato il confine sottilissimo che a causa del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro esiste tra regolarità e irregolarità, questi provvedimenti hanno la funzione 'politica' fondamentale di indicare i migranti in genere come potenziali nemici e criminali, rispondendo con la paura ai problemi economici, all'insicurezza sul lavoro e alla precarietà che ormai travolgono le famiglie, i lavoratori e le lavoratrici italiani.
In questa situazione il Coordinamento Migranti continuerà il proprio percorso di assemblee a Bologna e in provincia verso altre mobilitazioni.

Per gettare un po' di verità su questi provvedimenti e mostrare a tutti quale è il loro vero obiettivo convochiamo tutti i giornali, le radio e le tv ad una conferenza stampa giovedì 19 ore 12, sala Parentelli, Palazzo d'Accursio
postato da: coordmigranti alle ore 08:34 | link |
categorie: comunicati, parole migranti