LA MANUTENCOOP APPROFITTA DEL RICATTO DEL CONTRATTO DI SOGGIORNO PER LAVORO CONTRO I LAVORATORI MIGRANTI!
Sabato 23 settembre le lavoratrici e i lavoratori migranti impiegati dalla Manutencoop nei servizi dell’Ospedale S. Orsola prenderanno parola contro le dure condizioni salariali e di lavoro a cui sono costretti. La mancata applicazione della legge sulla sicurezza (626/94) l’assenza di un luogo dove consumare il pasto nella pausa pranzo e la riduzione dell’erogazione degli irrisori buoni pasto da 3 euro sono soltanto alcuni problemi della ben più grave situazione dei migranti impiegati dalla Manutencoop al S. Orsola.
L’ESTERNALIZZAZIONE DI SERVIZI E MANSIONI NASCONDE
LO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO MIGRANTE!
Per vincere le gare d’appalto le cooperative riducono i salari dei lavoratori e rendono più flessibili i loro tempi di lavoro. Flessibilità significa la totale disponibilità delle lavoratrici e dei lavoratori alle esigenze delle aziende: nei sotterranei o nelle corsie dell’ospedale, quattro o sei ore di lavoro al giorno previste dal contratto diventano spesso otto, dieci o dodici. Spezzando la giornata lavorativa, costringendo i lavoratori con contratti a tempo pieno a lavorare con pause di due o tre ore, la Manutencoop vuole costringerci a scegliere contratti part-time, per risparmiare sui salari e prolungare il tempo di lavoro. Facendo fare gli straordinari, paga meno tasse e aumenta i suoi profitti riducendo i nostri redditi. Questo riguarda tutti i lavoratori, italiani e migranti, ma in più noi migranti rischiamo di sentirci dire dall’Ufficio Stranieri della Questura di Bologna che la nostra busta paga è insufficiente a rinnovare il permesso, a ottenere la carta di soggiorno o il ricongiungimento famigliare. E’ difficile raggiungere il livello di reddito necessario, soprattutto quando si hanno figli a carico.
Molti lavoratori migranti della Manutencoop impiegati al S. Orsola hanno contratti a tempo indeterminato e spesso accettano qualsiasi condizione di lavoro perché un contratto a tempo indeterminato permette in teoria di avere permessi di soggiorno più “stabili”. Ma è proprio il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, è proprio la paura di perdere il lavoro e finire rinchiusi nei Centri di Permanenza Temporanea in attesa di espulsione che ci costringe ad accettare qualsiasi mansione anche in assenza di regole e controlli per la sicurezza, anche quando il tempo di lavoro viene diviso e aumentato per una paga da fame.
Contro questa situazione, contro il silenzio della città e dell’amministrazione e la complicità dei sindacati confederali, parteciperemo al presidio dei lavoratori e delle lavoratrici della Manutencoop per dire insieme a loro no allo sfruttamento del lavoro migrante!
Siamo noi che puliamo gli ospedali, che lavoriamo nei magazzini e che permettiamo che funzionino i servizi, ma per la Manutencoop siamo solo lavoratori da sfruttare: le cooperative approfittano del legame tra lavoro, salario e permesso di soggiorno per costringerci a fare tutto quello che vogliono!
Ma per noi è giunto il momento di dire quello che noi vogliamo:
basta con la legge Bossi-Fini, basta con i ricatti sulle nostre vite
VOGLIAMO RISPETTO!
PRESIDIO, SABATO 23 ORE 11:30, OSPEDALE S.ORSOLA
INGRESSO PADIGLIONE OSTETRICIA, VIA MASSARENTI