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venerdì, 12 maggio 2006

PER TUTTI GLI ABDELJALIL DI SCHENGEN

SABATO 13 MAGGIO ORE 10 PRESIDIO DI FRONTE ALLA PREFETTURA di BOLOGNA, piazza Roosevelt

Vogliamo rivolgere un pensiero affettuoso e la compassione che merita come essere umano a ABDELJALIL BANI.

Abdeljalil era il giovane lavoratore marocchino trovato senza vita
nella spazzatura il primo maggio. Per un'amara ironia, il destino ha voluto che il suo povero corpo
venisse trovato proprio nella giornata che celebra i diritti dei lavoratori, ma è proprio questo corpo, sfigurato da una patologia gravissima, lasciato morire e rimosso come un rifiuto, a dire e a gridare che ancora oggi, anche a Bologna, non tutti i lavoratori hanno gli stessi diritti, come non tutti gli esseri umani hanno gli stessi diritti: qualcuno, come Abdeljalil, non ha neppure il più elementare diritto alla sepoltura.

Il peccato originale di Abdeljalil era la sua condizione di clandestino, di sans papier, di fantasma produttivo, accettato finché lavora silenziosamente, garantisce profitti al padrone e prezzi bassi al consumatore, ma allontanato senza pietà nel momento in cui ha bisogno, come un attrezzo rotto.

Forse è stato ucciso dalla grave malattia che si portava dentro come un destino, ma non è stato il destino a volere che morisse nell'abbandono, che nessuno gli rivolgesse uno sguardo partecipe, gli tendesse una mano, si preoccupasse almeno di seppellirne il corpo.

Come è possibile vivere e lavorare per tre anni nel centro di Bologna senza poter avere fiducia in nessuno? Senza riuscire a chiedere aiuto a nessuno nel momento in cui stai male? Eppure i servizi sanitari ci sono, ci si chiede increduli, eppure anche per i fantasmi esistono dei presidi medici (anche se poi una patologia cronica difficilmente sarebbe stata presa in carico). Possibile che non lo sapesse, che nessuno gli avesse detto? Quale immensa paura di essere scoperto e rimpatriato gli ha fatto stringere i denti e andare avanti comunque? Quanta disumana indifferenza negli occhi del padrone, dei pochi parenti, dei compagni di vita e di lavoro.. Perché esisti se non sei abile al lavoro, se non produci profitti per il padrone, se non dai sostegno alla famiglia, che diritto hai di stare al mondo, che diritto ha di stare in questa parte del
mondo? Non ne hai diritto: meglio che te ne vada, possibilmente senza disturbare.

Quanti Abdeljalil vivono silenziosamente nell'ombra in questa città e quanti se ne sono andati senza che nessuno se ne accorgesse?

Abbiamo fiducia che le dirette responsabilità penali in questa vicenda verranno chiarite e perseguite, ma vogliamo puntare l'attenzione sulle responsabilità politiche che hanno portato l'Italia (e gli altri paesi di Schengen) a questo livello di barbarie.

Perché crediamo che sulla dignità umana e i diritti basilari non si possa scendere a compromessi.

Abdeljalil, con il suo lancinante silenzio, grida che la vita, la dignità e la libertà di ogni essere umano sono diritti incomprimibili, che l'attuale condizione di barbarie deve essere cambiata:

- la legge bossi-fini viola i diritti umani e deve essere abrogata;

- la permanenza deve essere slegata dal contratto di lavoro, sempre più precario;

- i CPT devono essere chiusi: non servono ad arginare gli arrivi, ma solo a mantenere i lavoratori migranti, regolari e non, costantemente sotto ricatto;

- l'esistenza di chi vive e lavora in Italia deve essere riconosciuta;


ABDELJALIL BANI era un giovane marocchino, è stato trovato morto nella spazzatura a Casalecchio, nei pressi di Bologna, il primo maggio 2006. Le sue condizioni hanno fatto pensare inizialmente a un omicidio, ma le indagini hanno accertato che è morto, invece, per una gravissima patologia renale e che aveva vissuto a Bologna per almeno tre anni, da clandestino, nel modo più schivo senza mai far parlare di sé, lavorando per una pizzeria egiziana.

I primi firmatari:
Coordinamento migranti Bologna - M. R. Boukhbiza, ass. Sopra i ponti -
Zegai Leterbrehan, ass. eritrea, Selvaggia Tibiletti, Antonella Selva,
esecutivo centro Zonarelli - Raffaele Finelli, centro Zonarelli -
Giuseppe Chimisso, ass. Skanderbeg, Silvia Branca, ass. Annassim - Soheila
Hannaneh, ass. Donne in movimento - José R. Bustamanter, ass. Senor de
Huanca - Lella Di marco, ass. Scholè futuro - Fioleau Mélanie e Perarnan
Chloé, ass. Oltre... - Roberto Giorgi Ronchi, ass. Mani tese - Aissatou
Ndir e Seck Maimouna, ass. Donne senegalesi - Giacomo Grassi, ass.
Micro.Bo - Antonella Bosone, ass. Ananda Marga - Gilbert Nokam Togue, ass.
Stella nostra - Collina Giulio, consigliere q.re S.Donato - Liban Ali,
ass. Acusbo - Molinazzi Giordano, ass. El Ouali - Eva Moravkova, coro
multietnico Mikrokosmos, Milito Tiziana, Nathanael Nkonko,Zeinab El
Sadany, ass. Adaser - Herbert Salas, ass. Albero - Margherita Donzelli,
Centro Socaile Montanari
USI-ATI

Per adesioni: coo.migra@libero.it
   
postato da: coordmigranti alle ore 09:04 | link |
categorie: comunicati, manifestazioni

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