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venerdì, 29 febbraio 2008

Torino - 8 marzo - seminario verso un primo maggio dei migranti

 
In più occasioni, a partire dall’assemblea delle reti migranti e antirazziste che si sono incontrate a Brescia dopo la straordinaria manifestazione dello scorso 24 ottobre, abbiamo registrato la necessità di ripensare e approfondire il discorso politico su lavoro migrante e cittadinanza. Per questo motivo, in connessione con numerose realtà attive sul resto del territorio nazionale, abbiamo deciso di aprire uno spazio di discussione da articolare in alcuni incontri seminariali. Se a Bologna è in cantiere un appuntamento per discutere di cittadinanza, il gruppo migranti di Torino promuove un seminario in cui discutere di lavoro migrante e irregolarità, categorie essenziali – tra le altre cose – per approssimare la realtà del lavoro espressa dal nostro territorio. Tale appuntamento è particolarmente urgente alla luce dell’attuale situazione politica, che ci richiede uno sforzo di immaginazione nel tentativo di anticipare la forma e i contenuti delle lotte dei migranti dei prossimi anni. E’ necessario riproporre la centralità del lavoro migrante e riaffermarne il protagonismo, dal momento che nessuna delle forze che si candidano oggi al governo del paese pare intenzionata a mettere in discussione due leggi ugualmente inaccettabili, la Turco-Napolitano e la Bossi-Fini. L’appuntamento di Torino costituisce la terza tappa di una catena transnazionale di mobilitazioni che coinvolgono i migranti di città come Amsterdam e Siviglia, Bamako e Varsavia, Ceuta e Londra. Ma soprattutto, esso si propone la costruzione di una manifestazione di massa dei migranti per il prossimo primo maggio. Una manifestazione che, in collegamento con la giornata di lotta prevista nello stesso giorno negli Stati Uniti, può mettere in evidenza la dimensione globale e transnazionale delle lotte dei migranti. Per tutti questi motivi, l’appuntamento è fissato per


Sabato 8 marzo, ore 10

presso il circolo Fuori Luogo, corso Brescia 14/c - Torino


La giornata si articolerà in due momenti. Dopo una presentazione della catena transnazionale di lotta dei migranti da parte di Najat Achak (Tavolo Migranti – Frassanito Network) e la presentazione di una proposta per un primo maggio dei migranti da parte di Edda Pando (Associazione Todo Cambia – Milano), nel corso della mattinata sono previsti interventi per inquadrare il problema “lavoro migrante”, con relazioni principali di

Salvatore Cominu – Sandro  Mezzadra

Paola Rudan – Devi Sacchetto


Il pomeriggio sarà invece dedicato a un dibattito sulle esperienze di organizzazione autonoma dei migranti, in cui tutte le realtà del territorio nazionale sono invitate a prendere parola.

organizza: Gruppo Migranti – Torino



Quattro FAQ a proposito della
catena transnazionale di lotta dei migranti:


Quelle che seguono sono alcune informazioni generali a proposito della catena transnazionale di lotta dei migranti "Combatti il mostro! Contro il regime dei confini, transnazionalizzazione ora!", che passerà per Torino il prossimo 8 marzo, dopo le iniziative di Amsterdam e Siviglia:

Qual è il background di questa idea?


Durante un'assemblea del Frassanito network dello scorso novembre, ci si è posti il problema di capire se e in che modo fosse possibile un'altra iniziativa a livello transnazionale. Guardando al processo di organizzazione dei movimenti dei migranti degli ultimi due anni, abbiamo visto che la comunicazione si è stabilizzata e sviluppata, soprattutto attraverso lo scambio sempre più intenso sulla mailinglist action-2 (creata e sviluppata durante gli ultimi due forum sociali europei), attraverso molte assemblee e conferenze ma anche per mezzo della newsletter transnazionale "Crossing Borders!". Sul livello della cooperazione pratica, però, non è accaduto più nulla su scala transnazionale dopo il successo della giornata di lotta dei migranti del 7 ottobre 2006 (http://noborder.org/archive_item.php?id=376). Così, da una parte abbiamo pensato di ridare vita a una certa continuità sul piano dell'iniziativa pratica, dall'altra parte abbiamo cercato di evitare la ripetizione di un'altra giornata di azione singola e "artificiale". L'idea della catena è nata come un tentativo di costruire una cornice comune per iniziative diverse e di connetterle tra loro, iniziative che i diversi gruppi o reti stavano già progettando o preparando e che sono più radicate nei rispettivi contesti. Ma l'intento è stato anche di fare emergere con forza l'urgenza di sviluppare un reale processo di organizzazione transnazionale delle lotte dei migranti. Mentre il regime europeo delle migrazioni sta crescendo e si sta rafforzando dentro e fuori l'Europa, i migranti si stanno organizzando e lottano ogni giorno nei loro contesti locali. Certo, questi contesti sono molto diversi l'uno dall'altro, ma è fondamentale fare emergere ciò che è comune alle diverse condizioni di cui i migranti fanno esperienza dentro e fuori l'Europa, sapendo che le loro rivendicazioni sono tutte indirizzate contro lo stesso "mostro", il regime di controllo delle migrazioni. La catena allora è pensata come un passo in avanti verso questo "diventare comune"e nel processo di organizzazione transnazionale.

Quali sono stati i criteri per la composizione delle diverse tappe della catena?

In un primo momento, la nostra aspettativa è stata quella di costruire un contesto comune ad almeno 5 tappe in 5 diverse regioni, che potessero esprimere i diversi conflitti e lotte contro gli elementi chiave del regime di controllo delle migrazioni. Alla fine, siamo riusciti a connettere dieci diverse tappe: contro il regime di controllo dei confini e la sua esternalizzazione verso sud (Atene, Ceuta e Bamako) e verso est (Varsavia); contro le deportazioni e i centri di detenzione (Bamako, Amburgo, Londra); per la legalizzazione (Siviglia e Torino) e contro lo sfruttamento del lavoro migrante (Amsterdam, Siviglia, Londra e Torino). Certamente, è difficile anticipare le condizioni e le dinamiche dei conflitti nel lungo periodo. Ma le diverse tappe della catena offrono una cornice comune e una certa continuità pratica intorno agli aspetti centrali delle migrazioni.

Quali sono gli elementi di connessione della catena?

Oltre al documento comune, che è disponibile in diverse lingue e che può essere distribuito durante ciascuna tappa, chiediamo anche agli organizzatori delle diverse proteste di includere un discorso a proposito della catena, durante le manifestazioni o le conferenze. Così speriamo che i contenuti e il contesto comune della catena siano in qualche modo rappresentati in ogni tappa. Inoltre, abbiamo immaginato a uno "striscione che cresce", come un altro momento di connessione della catena. Si tratta di uno striscione con gli slogan principali e un riferimento a tutte le tappe della catena, che è stato presentato per la prima volta ad Amsterdam, durante la tappa inaugurale, e che ora viaggerà e crescerà di tappa in tappa: un altro striscione, quello della (vittoriosa) campagna dei lavoratori delle pulizie nei Paesi Bassi, sarà attaccato allo striscione comune e portato a Siviglia. A Siviglia sarà aggiunto un altro striscione, prima di inviarlo a Torino, poi a Bamako e così via. Se funzionerà, avremo uno striscione impressionante con tutti i contenuti e le diverse rivendicazioni che accompagnerà le ultime tappe della catena, a Malmoe e Ceuta.
Infine, stiamo cercando di organizzare un sito web comune su www.noborder.org, che possa anche contenere una photo-gallery.

Ci sono tappe particolarmente importanti nella catena?


Come abbiamo detto prima, le tappe sono state organizzate in modo da fare riferimento agli aspetti più importanti dei movimenti e delle lotte contro il "mostro" del regime di governo delle migrazioni. E, poiché si tratta di un'immagine comune, tutti gli elementi sono importanti. Nello stesso tempo, proponiamo a tutti coloro che partecipano alle diverse tappe di prestare particolare attenzione e mobilitare in occasione delle due date che sono in sé stesse transnazionali: il 6 giugno, contro Frontext, ci sarà una mobilitazione che non avrà luogo solo a Varsavia ma probabilmente anche in altre città, e che è combinata con l'idea di una protesta on-line "da qualunque luogo"; infine, durante il Forum Sociale Europeo di Malmoe, a settembre, avranno luogo molti seminari e workshop con una composizione transnazionale, e stiamo lavorando per creare in quell'occasione un momento in cui l'esperienza della catena transnazionale di lotta possa essere valutata collettivamente.

Info:
www.noborder.org
Tavolo_migranti@libero.it
frassainfo@kein.org


postato da: coordmigranti alle ore 10:09 | link |
categorie: tavolo migranti, migranti antirazzismo

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