Per il protagonismo dei migranti
Per l'abolizione del legame tra permesso di soggiorno e lavoro
Per la libertà di movimento e il diritto di restare e per la chiusura dei CPT dentro e fuori l'Europa

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martedì, 13 novembre 2007

1 dicembre giornata nazionale di mobilitazione contro il protocollo con le Poste

CANCELLARE  IL  PROTOCOLLO CON LE POSTE
GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE 
SABATO 1 DICEMBRE


Basta con la rapina delle Poste
per il rilascio e  il rinnovo dei permessi di soggiorno

Per la regolarizzazione permanente dei/delle migranti
 

L'assemblea nazionale delle reti migranti e antirazziste riunita a Brescia domenica 11 novembre a quasi due anni dalla sottoscrizione dell'accordo tra Ministero dell'Interno e Poste Italiane per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno indice una giornata di mobilitazione per sabato 1 dicembre in tutte le città- con presidi, iniziative davanti alle Poste e a quegli enti e istituzioni che gestiscono le pratiche -  per cancellare quel Protocollo.
Un protocollo stipulato tra il governo Berlusconi e le Poste che l'attuale governo non mostra alcuna volontà di abrogare. Un protocollo che rapina i/le migranti perché estorce  loro, familiari compresi, più di 70 euro per il rinnovo di ogni permesso di soggiorno, che viene consegnato anche un anno dopo. E siccome i rinnovi dei permessi di soggiorno sono collegati ai contratti di lavoro, spesso precari, molti/e migranti devono sostenere i costi del rinnovo anche più volte in brevi periodi. Ancora una volta procedure diverse per chi viene considerato cittadino di seconda categoria, basti pensare che per la carta di identità si pagano pochi euro e viene consegnata in giornata.
E' ora di dire basta a questa ingiustizia. Vogliamo che i permessi di soggiorno si possano rinnovare a costi bassi, con pratiche semplici, trasparenti e in tempi certi.
Inoltre il nuovo decreto flussi  varato dal governo contribuirà a mantenere in condizioni di "clandestinità e irregolarità" centinaia di migliaia di migranti. Annunciare la disponibilità di posti di lavoro in Italia, suddivisi per quote e nazionalità, per chi si trova nel proprio paese d'originesignifica riprodurre ancora una volta quell'atteggiamento ipocrita  che fa finta di non vedere che i/le migranti che presenteranno domanda  sono già presenti sul territorio italiano, lavorano e sono sfruttati senza avere diritti.
Non vogliamo protocolli, decreti o leggi che favoriscono la "clandestinità e l'irregolarità" dei/delle migranti. Non vogliamo che si continui a concepire i/le migranti solo ed esclusivamente come  forza-lavoro flessibile, ricattabile e senza diritti e dignità. E' necessaria una regolarizzazione permanente dei/delle migranti presenti sul territorio in modo da farli uscire dalla condizione infernale della "clandestinità".
Facciamo appello a tutte le realtà migranti e antirazziste a costituire in ogni città comitati e coordinamenti che in modo unitario organizzino e favoriscano la partecipazione alla giornata di mobilitazione del  1° dicembre per cancellare il Protocollo con le Poste.
 
Assemblea nazionale delle reti migranti e antirazziste
Brescia 11 novembre 2007


Tornare a Genova
per chiudere i Cpt e cancellare il decreto sulla sicurezza

Saremo a Genova il 17 novembre. Cammineremo di nuovo su quelle strade come il 19 luglio del 2001, quel giorno una grande manifestazione per i diritti dei migranti  attraversò la città e apri le giornate di contestazione al g8 con le stesse parole d’ordine che ci uniscono ancora oggi. Sono passati alcuni anni da quel giorno, sono cambiati i governi, abbiamo continuato a lottare e abbiamo sentito molte promesse, ci hanno raccontato che i Cpt potevano essere “ superati” e “ umanizzati”. Ma i Cpt, nelle loro varie forme e sperimentazioni, non solo continuano ad esistere ma la logica della detenzione amministrativa e del controllo sociale continua ad espandersi fuori le mura di quelle strutture inumane. I migranti continuano a essere reclusi in quelle galere etniche, continuano a essere trattati come una questione di “ordine pubblico”  e a morire. Una sorta di “diritto speciale” contro la libertà di circolazione dei migranti. Così come il recente decreto sulla sicurezza  varato dal governo che permette deportazioni di massa, assegna poteri eccezionali ai prefetti e criminalizza intere comunità. Non si può emendare il razzismo e la xenofobia. C’è un filo che lega la legislazione d’emergenza contro i migranti e la volontà di ricostruire nelle aule dei tribunali, con centinaia di anni di carcere, la storia dei movimenti sociali. La libertà di movimento e il conflitto sociale devono essere controllati, disciplinati, confinati e infine repressi. Facciamo appello a tutte le reti e associazioni dei migranti e antirazziste ad essere a Genova  per far sentire la nostra voce, per dire che i cpt vanno chiusi e il decreto sulla sicurezza cancellato.
 

Assemblea nazionale delle Reti migranti e antirazziste
Brescia -11 novembre 2007
postato da: coordmigranti alle ore 15:42 | link |
categorie: comunicati, tavolo migranti, migranti antirazzismo

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