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martedì, 30 gennaio 2007

Adil - Una storia di ordinaria follia amministrativa


Abbiamo conosciuto Adil Remmal nel 2000, quando era un diciassettenne solo e senza documenti che viveva per strada a Bologna. Partito come tanti per inseguire un sogno, e come tutti gli altri come lui risucchiato dalle pieghe marginali della società.
Quando ci siamo resi conto delle sue condizioni e dei rischi che correva l'abbiamo accompagnato alle autorità perché fosse preso in carico da una comunità di accoglienza come la sua età richiedeva. In comunità ha passato 1 anno: si è inserito bene, ha seguito un corso professionale, ha imparato l'italiano velocemente per la grande voglia di diventare parte di questa società.
Non lo abbiamo mai perso di vista e possiamo dire che il suo è stato un percorso di inserimento davvero ben riuscito. Nel 2001, al raggiungimento della maggior età, Adil aveva in mano un attestato professionale e sapeva di doversi reggere solo sulle sue gambe, per se stesso e anche per la sua famiglia rimasta in Marocco. Da allora, infatti, ha sempre lavorato e si è mantenuto onestamente, non ha pendenze penali, mai nessuna segnalazione, anche i suoi datori di lavoro sono sempre stati soddisfatti di lui.
Ma il mercato del lavoro oggi è precario, lo sappiamo: non è affatto sufficiente essere un giovane capace e volonteroso per  trovare un lavoro continuativo. Così Adil, esattamente come tutti gli altri suoi coetanei lavoratori di qualsiasi nazionalità, ha dovuto cambiare più volte posto di lavoro e ha subito periodi di disoccupazione. Purtroppo uno di questi è capitato in prossimità di un rinnovo del permesso di soggiorno. Adil si presenta al rinnovo momentaneamente  disoccupato e riceve un rinnovo di soli 6 mesi per ricerca di lavoro. E lo trova: a riprova delle sue capacità. Ma per la questura non è abbastanza, ritengono che nell'ultimo anno non abbia guadagnato a sufficienza e gli negano il permesso anche se ha stipulato un contratto di lavoro 20 giorni prima della scadenza di quello semestrale.
Non sono ancora soddisfatti: quando Adil commette l'imprudenza di andare in questura da solo per chiedere spiegazioni, gli ritirano anche il "cedolino" (la ricevuta che attesta di aver inoltrato la domanda di rinnovo). In più la beffa oltre il danno: Adil ha dovuto spendere i suoi risparmi per pagare degli avvocati che non hanno saputo aiutarlo ma hanno saputo incassare laute parcelle.

Ma cosa vogliono? Perché ci tengono tanto a respingere nella clandestinità e nell'illegalità un ragazzo che ha lottato per uscirne e che ha percorso già con successo una durissima strada in salita per riuscire a inserirsi? Vogliono costringere a tutti i costi a vivere di spaccio chi ha fatto di tutto per evitarlo?

Noi non vogliamo arrenderci a questa conclusione!
Chiediamo che il caso di Adil Remmal venga riesaminato con l'attenzione che merita!

Adil Remmal, nato il 29/7/1983 a Oued Zem, Marocco
Permesso di soggiorno n. F 869655, rilasciato la prima volta il
07/06/2001.

Associazione Sopra i Ponti
Coordinamento Migranti Bologna e Provincia
postato da: coordmigranti alle ore 08:35 | link |
categorie: comunicati

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