Dopo molte mobilitazioni locali contro il protocollo tra il Ministero degli Interni e le Poste italiane, il 1° dicembre ha segnato un passo avanti per il movimento migranti e antirazzista in Italia. Le istanze dei migranti hanno riattivato un percorso condiviso di mobilitazione e di lotta, a partire dalla manifestazione del 27 ottobre e dall'assemblea dell'11 novembre a Brescia. Per un bilancio di questa iniziativa, e per fare un passo avanti nell'organizzazione del movimento dei migranti e antirazzista a livello nazionale, crediamo sia urgente organizzare in tempi brevi un'altra assemblea.
Di fronte abbiamo un pesante attacco nei confronti dei migranti: offensive razziste come quelle contenute nel pacchetto sicurezza e nelle iniziative di molti sindaci, la truffa delle quote-flusso, gli iter interminabili per rinnovare permessi e carte di soggiorno, la rigida tenuta dei CPT contro ogni rivendicazione di chiusura e persino ogni ipocrita ipotesi di "superamento" .
Il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro rimane l'asse fondamentale a partire dal quale si produce lo sfruttamento e si costruiscono le retoriche sulla sicurezza e la criminalizzazione dei migranti. La separazione tra clandestini e regolari è uno strumento di discriminazione e sfruttamento, nasconde la realtà del lavoro nero e il fatto che la clandestinità è un orizzonte per tutti i migranti. La perdita del permesso di soggiorno è una minaccia sempre possibile, aggravata dal regime dei rinnovi alle Poste. Per questo dobbiamo continuare a tenere sotto pressione le Poste e le Questure, per ottenere reali miglioramenti nei rilasci e nei rinnovi dei permessi. Ma non solo.
Dopo la manifestazione di Brescia e dopo il 1° dicembre dobbiamo essere in grado di affermare che la ricattabilità e la clandestinizzazione non riguardano solo i migranti, ma coinvolgono il lavoro nel suo complesso, in termini di precarizzazione, sicurezza, e perché è il lavoro che si vuole ridurre al silenzio politico. Ma la manifestazione di Brescia e la giornata del 1° dicembre dicono che i migranti non si lasciano zittire, è ciò non solo in Italia o in Europa. E' di questi giorni la notizia che i migranti degli Stati Uniti hanno cominciato un percorso di mobilitazione verso una grande manifestazione a Washington il 1° maggio del prossimo anno. Chiedono la regolarizzazione senza condizioni di tutti i migranti privi di documenti.
La nostra proposta, all'interno del percorso comune delle realtà di movimento che si è aperto a Brescia, è che anche in Italia e in Europa il 1° maggio del prossimo anno sia assunto come data centrale per una grande mobilitazione dei migranti che chieda con forza una regolarizzazione permanente slegata dal lavoro e dal salario, la rottura del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro e la chiusura dei CPT. Una giornata nel segno del protagonismo dei migranti, che aggredisca direttamente il cuore del regime cui sono sottoposti i migranti e che produca il massimo coinvolgimento fra i lavoratori e la più ampia partecipazione del movimento nel suo complesso, a partire dalla consapevolezza che simili questioni non riguardano solo i migranti.
Anche per questo proponiamo a tutte le realtà che hanno partecipato alle mobilitazioni dei 1° dicembre la convocazione di una nuova assemblea nazionale all'inizio del prossimo anno.
Coordinamento Immigrati Brescia,
Coordinamento Migranti Bologna e Provincia,
Gruppo Migranti Torino,
Coordinamento Migranti Vicenza,
Laboratorio Antirazzista e delle Resistenze Sociali La Spezia