Per il protagonismo dei migranti
Per l'abolizione del legame tra permesso di soggiorno e lavoro
Per la libertà di movimento e il diritto di restare e per la chiusura dei CPT dentro e fuori l'Europa

Informazioni e Contatti

Telefono: 327-57-82-056
E-mail: coo.migra@yahoo.it
il Coordinamento Migranti si riunisce tutti i MERCOLEDI sera alle 19:30 presso xm24, via Fioravanti 24 a Bologna

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mercoledì, 28 novembre 2007

Comitato 1° Dicembre Bologna: tutti davanti alle Poste! - aggiornamento adesioni

CANCELLARE  IL  PROTOCOLLO CON LE POSTE
GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE 
SABATO 1 DICEMBRE

Basta con la rapina delle Poste
per il rilascio e  il rinnovo dei permessi di soggiorno
Per la regolarizzazione permanente dei/delle migranti

Simil-elettorale-retro

Pochi giorni fa a Brescia 15000 migranti sono scesi in piazza contro il rinnovo dei permessi di soggiorno alle Poste, mostrando che è possibile tornare a far sentire con forza la nostra voce. L’assemblea delle reti e associazioni dei migranti ha perciò deciso di lanciare una grande mobilitazione nazionale che coinvolgerà decine di città italiane. Il 1° dicembre i migranti e gli antirazzisti scenderanno in piazza in tutta Italia per il ritiro immediato del protocollo con le Poste.

A Bologna, il 1° dicembre assume un significato particolare perché il giorno dopo saranno elette le consulte di quartiere. Tutti in fila a votare. Tutti in fila alle Poste. I migranti eletti non potranno però decidere, potranno solo dare il loro parere. Sarà difficile che possano cambiare un protocollo deciso al Ministero. Il Comune si è tanto impegnato per organizzare queste elezioni. Peccato che non l’abbia fatto anche per chiedere al Governo di realizzare il decentramento ai quartieri delle competenze per i rinnovi dei permessi di soggiorno.

Tutti dicono che il rinnovo alle poste è una rapina. I migranti lo sperimentano sulla loro pelle, perché devono pagare oltre 70 euro per un rinnovo che può arrivare anche dopo un anno di attesa. Tutti parlano di legalità, e secondo la legge un permesso di soggiorno deve essere rinnovato in 30 giorni, una carta di soggiorno in un massimo di 90. I migranti sanno però che le procedure di rinnovo alle poste servono a produrre illegalità e clandestinità: con la ricevuta non si trova lavoro, e senza lavoro si perde il permesso. Anche i migranti senza permesso sono qui e lavorano, anche se in nero, e certo non possono votare. Tutti parlano di sicurezza. In un giorno il governo ha firmato il decreto per le espulsioni, che sancisce l’equazione tra migrante e criminale. I migranti sanno bene cosa vuol dire insicurezza. Lo dimostra l’incendio a Borgo Panigale, che ha causato la morte di un bambino. Intanto, i migranti lavorano, pagano, aspettano, e nessuno se ne assume la responsabilità. La Questura dice che è colpa delle Poste. Le Poste tacciono e intanto guadagnano. Il comune non vede.

Per tutte queste ragioni, continuiamo a credere che i migranti debbano prendere direttamente la parola, soprattutto oggi che in tutta Italia centinaia di associazioni, reti e coordinamenti diranno con forza NO al protocollo delle Poste! Per tutte queste ragioni

IL 1° DICEMBRE
ANDIAMO ALLE POSTE, MA NON PER FARE LA FILA!!!

RITROVO ALLE ORE 10 IN PIAZZA MINGHETTI
(POSTE CENTRALI)


- per dire No al rinnovo alle poste,
- per chiedere il decentramento delle competenze ai comuni,
- per rompere il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro,
- per la regolarizzazione permanente slegata dal lavoro e dal salario e per chiudere tutti i CPT



COMITATO PRIMO DICEMBRE BOLOGNA
Coordinamento Migranti Bologna e Provincia, AIAB -Ass. Immigrati Appennino Bolognese, Jubbo Ass. senegalese Sant'Agata Bolgnese, Ass.Press Afric, Ass. Radici Peruviane, Ass. senegalese KOCC BARMA Calderara di Reno, Ass. Bangladesh Bologna, Ass. Sopra i Ponti, HILAL Ass. sportiva marocchina Baricella, Ass. Skandenberg Bologna, Ass. Costa D'avorio, Ass. islamica AL MA RIFA S. Pietro in Casale, Ass. Siamo Tutti Cittadini, Ass. Mondo Insieme, XM24, USI-AIT, Lavoratrici e Lavoratori Anarchici, Ass. Ya Basta!, TPO, Laboratorio Crash!, VAG61, Spazio Sociale Studentesco, CUB/RDB, Associazione Sinistra Critica Bologna, Livello 57, Open The Space, Cobas Bologna, Malabocca Network, Circolo anarchico Camillo Berneri, Lista Reno, Circolo Iqbal Masih, Rete 28 aprile in CGIL Bologna, Circolo Migranti PRC/SE


Simil-elettorale-fronte


Scarica il flyer!
giovedì, 22 novembre 2007

Storia di Noureddin

Di chi è la colpa nei ritardi nel rinnovo dei Permessi??
Dalle Parole ai Fatti, la storia di Noureddin


Prima e dopo il presidio che il Coordinamento Migranti ha tenuto davanti all'Ufficio Stranieri di via Bovi Campeggi lo scorso 8 novembre abbiamo incontrato i responsabili di Questura e Prefettura. In questi incontri abbiamo denunciato la drammatica situazione che centinaia di migranti vivono a Bologna a causa dei ritardi nei rinnovi dei permessi di soggiorno. Abbiamo denunciato come una vera e propria rapina il protocollo con le Poste, ma abbiamo anche detto che molti di questi ritardi dipendono direttamente dalla Questura di Bologna, dalle sue inefficenze, dai malfunzionamenti e dalla leggerezza con la quale troppe volte vengono trattati i migranti quando si tratta dei loro documenti, pezzi di carta dai quali spesso dipende la loro vita.

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In questi incontri ci è stato detto che vivere qualche mese con la ricevuta "non è poi un dramma", ma abbiamo ricevuto anche rassicurazioni di ogni tipo. A queste non vogliamo rispondere, ma raccontare la storia di Noureddin. Una storia vera, solo una tra le tante:

Questa storia è cominciata molti mesi fa ma non sappiamo ancora come andrà a finire. E’ la storia di una pratica dispersa in mezzo a tante altre negli uffici della questura di Bologna. Peccato che da questa pratica aridamente burocratica e polverosa dipenda la vita di un uomo. Quell’uomo si chiama Noureddin, un nome straniero, anzi “extracomunitario”: forse per questo motivo i funzionari statali della questura non ritengono avere gli stessi doveri, di fronte a questa pratica, che avrebbero di fronte a quella con un nome italiano o di un paese conta.
E’ Noureddin in persona a raccontarcela, nato in una zona rurale del Marocco 41 anni fa. Sta a Bologna dal 2005 e lavora come operaio specializzato in un’azienda edile e questo non è un particolare secondario: se non fosse specializzato e quindi non facilmente sostituibile, probabilmente avrebbe già perso il lavoro a causa della disorganizzazione della questura della nostra città (cosa che porta direttamente alla perdita del permesso di soggiorno).
“Era il 19 marzo 2007 quando ho presentato la domanda di rinnovo del mio permesso di soggiorno, me lo ricordo bene. Lavoro in regola presso un’azienda edile dal 2005 come operaio specializzato e non ho avuto difficoltà a fornire tutti i documenti che erano richiesti  mediante la famosa raccomandata di POSTE ITALIANE.
Mi è arrivata poi una convocazione dalla questura per le “foto segnaletiche” (cioè per prendermi le impronte digitali) per il giorno 6 luglio. Ci andai, mi sottoposi alla procedura e mi dissero di ritornare in questura il 5 settembre per ritirare il mio permesso.
Così il 5 settembre ho chiesto un altro permesso al mio padrone e sono tornato in questura fiducioso, ma è stato un permesso sprecato perché l’unica cosa che mi hanno detto è stata di aspettare una convocazione scritta (potevano dirlo subito, no?)
In effetti in seguito è arrivata una convocazione per il 20 settembre e vi giuro che questa volta è stata una bella fatica ottenere un altro permesso dal padrone, ho dovuto proprio litigare e alla fine mi sono sprofondato in scuse e promesse che sarebbe stata l’ultima volta (come se potesse dipendere da me!). Comunque il 20 settembre ero in fila davanti alla questura alle ore 11 del mattino. Quando è toccato a me mi sono scontrato con il poliziotto che faceva “il filtro” davanti al portone, costui si comportava in modo poco civile, per non dire francamente arrogante, anche se sembrava che non avesse molto idea di quello che faceva (o almeno questa è l’impressione che dava). Non ha dato la minima importanza alla convocazione arrivatami dalla questura stessa e mi ha risposto sgarbatamente di controllare la mia pratica in internet. A quel punto mi sono trovato completamente confuso, non sapevo cosa fare e avevo anche paura per il mio posto di lavoro. Ho pensato allora di andare all’ufficio stranieri della C.G.I.L. Qui ho parlato con la signora Elisabetta che mi ha ascoltato e ha capito la mia rabbia, la mia sensazione di impotenza e il mio stato di confusione nonostante le mie difficoltà con la lingua italiana. Ho lasciato a lei le fotocopie di tutti i documenti e mi ha dato appuntamento per il 27 settembre. In questa data l’impiegata della C.G.I.L. mi ha comunicato un altro appuntamento, fissato al primo ottobre, per le famose “foto segnaletiche” (che avevo già fatto in luglio, come ricorderete), perché – una sfortuna pazzesca? - erano venute male (vaglielo a spiegare al padrone!).
Come potete immaginare stavolta stavo proprio per perdere il lavoro con questi continui permessi inutili, alla fine con gran pazienza e molte umiliazioni sono riuscito a convincere il padrone e mi sono presentato di nuovo alla questura il primo di ottobre.
Mi hanno di nuovo preso le impronte e mi hanno detto di tornare dopo un mese. Il 15 novembre sono stati capaci di dirmi che la pratica era incompleta perché mancava il CUD e l’ultima busta paga (FALSO: avevo consegnato tutto all’inizio alla posta!!).
Sono tornato in questura il 19 novembre con una seconda copia del CUD e la busta paga di ottobre . Ma credete che la mia pratica fosse conclusa? NO! Il funzionario è andato a controllare pratica poi è tornato dicendo di ripresentarmi il 10 dicembre per RIFARE LE IMPRONTE!!
Sono tornato all’ufficio della C.G.I.L. in preda al panico. La signora Elisabetta era sorpresa quanto me e non riusciva a capire cosa stesse succedendo. Non ha potuto dirmi altro che di ASPETTARE LA RISPOSTA.

OGGI NON SO COSA FARE”


Intervista raccolta il 19/11/07

postato da: coordmigranti alle ore 09:00 | link |
categorie: comunicati, parole migranti
mercoledì, 21 novembre 2007

Verso il primo dicembre

Lo scorso 11 novembre le reti e le associazioni dei migranti e antirazziste si sono riunite e Brescia per dare continuità al percorso che, passando per le iniziative di varie città, compresa Bologna, è culminato nella grande manifestazione bresciana del 27 ottobre.
L’assemblea, ampiamente partecipata, ha scelto di proseguire la lotta per l’abolizione del Protocollo con le poste promuovendo nelle varie città la nascita di comitati che, in modo coordinato, il 1° dicembre porteranno in piazza le istanze dei migranti (in calce, alleghiamo l'appello uscito dall'assemblea di Brescia).
Affinché questo percorso trovi risposta anche a Bologna il Coordinamento Migranti Bologna e Provincia ha promosso un incontro per questa sera alle ore 21, presso l’xm 24 di via Fioravanti.

Leggi l'appello nazionale per il primo dicembre nel post precedente
 
postato da: coordmigranti alle ore 10:46 | link |
categorie:
martedì, 13 novembre 2007

1 dicembre giornata nazionale di mobilitazione contro il protocollo con le Poste

CANCELLARE  IL  PROTOCOLLO CON LE POSTE
GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE 
SABATO 1 DICEMBRE


Basta con la rapina delle Poste
per il rilascio e  il rinnovo dei permessi di soggiorno

Per la regolarizzazione permanente dei/delle migranti
 

L'assemblea nazionale delle reti migranti e antirazziste riunita a Brescia domenica 11 novembre a quasi due anni dalla sottoscrizione dell'accordo tra Ministero dell'Interno e Poste Italiane per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno indice una giornata di mobilitazione per sabato 1 dicembre in tutte le città- con presidi, iniziative davanti alle Poste e a quegli enti e istituzioni che gestiscono le pratiche -  per cancellare quel Protocollo.
Un protocollo stipulato tra il governo Berlusconi e le Poste che l'attuale governo non mostra alcuna volontà di abrogare. Un protocollo che rapina i/le migranti perché estorce  loro, familiari compresi, più di 70 euro per il rinnovo di ogni permesso di soggiorno, che viene consegnato anche un anno dopo. E siccome i rinnovi dei permessi di soggiorno sono collegati ai contratti di lavoro, spesso precari, molti/e migranti devono sostenere i costi del rinnovo anche più volte in brevi periodi. Ancora una volta procedure diverse per chi viene considerato cittadino di seconda categoria, basti pensare che per la carta di identità si pagano pochi euro e viene consegnata in giornata.
E' ora di dire basta a questa ingiustizia. Vogliamo che i permessi di soggiorno si possano rinnovare a costi bassi, con pratiche semplici, trasparenti e in tempi certi.
Inoltre il nuovo decreto flussi  varato dal governo contribuirà a mantenere in condizioni di "clandestinità e irregolarità" centinaia di migliaia di migranti. Annunciare la disponibilità di posti di lavoro in Italia, suddivisi per quote e nazionalità, per chi si trova nel proprio paese d'originesignifica riprodurre ancora una volta quell'atteggiamento ipocrita  che fa finta di non vedere che i/le migranti che presenteranno domanda  sono già presenti sul territorio italiano, lavorano e sono sfruttati senza avere diritti.
Non vogliamo protocolli, decreti o leggi che favoriscono la "clandestinità e l'irregolarità" dei/delle migranti. Non vogliamo che si continui a concepire i/le migranti solo ed esclusivamente come  forza-lavoro flessibile, ricattabile e senza diritti e dignità. E' necessaria una regolarizzazione permanente dei/delle migranti presenti sul territorio in modo da farli uscire dalla condizione infernale della "clandestinità".
Facciamo appello a tutte le realtà migranti e antirazziste a costituire in ogni città comitati e coordinamenti che in modo unitario organizzino e favoriscano la partecipazione alla giornata di mobilitazione del  1° dicembre per cancellare il Protocollo con le Poste.
 
Assemblea nazionale delle reti migranti e antirazziste
Brescia 11 novembre 2007


Tornare a Genova
per chiudere i Cpt e cancellare il decreto sulla sicurezza

Saremo a Genova il 17 novembre. Cammineremo di nuovo su quelle strade come il 19 luglio del 2001, quel giorno una grande manifestazione per i diritti dei migranti  attraversò la città e apri le giornate di contestazione al g8 con le stesse parole d’ordine che ci uniscono ancora oggi. Sono passati alcuni anni da quel giorno, sono cambiati i governi, abbiamo continuato a lottare e abbiamo sentito molte promesse, ci hanno raccontato che i Cpt potevano essere “ superati” e “ umanizzati”. Ma i Cpt, nelle loro varie forme e sperimentazioni, non solo continuano ad esistere ma la logica della detenzione amministrativa e del controllo sociale continua ad espandersi fuori le mura di quelle strutture inumane. I migranti continuano a essere reclusi in quelle galere etniche, continuano a essere trattati come una questione di “ordine pubblico”  e a morire. Una sorta di “diritto speciale” contro la libertà di circolazione dei migranti. Così come il recente decreto sulla sicurezza  varato dal governo che permette deportazioni di massa, assegna poteri eccezionali ai prefetti e criminalizza intere comunità. Non si può emendare il razzismo e la xenofobia. C’è un filo che lega la legislazione d’emergenza contro i migranti e la volontà di ricostruire nelle aule dei tribunali, con centinaia di anni di carcere, la storia dei movimenti sociali. La libertà di movimento e il conflitto sociale devono essere controllati, disciplinati, confinati e infine repressi. Facciamo appello a tutte le reti e associazioni dei migranti e antirazziste ad essere a Genova  per far sentire la nostra voce, per dire che i cpt vanno chiusi e il decreto sulla sicurezza cancellato.
 

Assemblea nazionale delle Reti migranti e antirazziste
Brescia -11 novembre 2007
postato da: coordmigranti alle ore 15:42 | link |
categorie: comunicati, tavolo migranti, migranti antirazzismo
sabato, 10 novembre 2007

Materiali: "Le Poste in gioco", una proposta di discussione per il movimento dei migranti e un contributo sul Lavoro Profugo

foglio tavolo migranti-1

Le Poste in gioco - foglio a cura del Tavolo Migranti
Una proposta di discussione per il movimento dei migranti di:
Tavolo Migranti Brescia, Coordinamento Migranti Bologna e Provincia, Gruppo Migranti Torino, Coordinamento Migranti Vicenza, Laboratorio Antirazzista e delle Resistenze Sociali La Spezia

SCARICA
"Le Poste in gioco" IN FORMATO PDF

ALL'INTERNO:
Percorsi del Lavoro Migrante
La Condizione irregolare
Sia donne che migranti: qui ed ora

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I Romulus che sono tra noi. Dal lavoro profugo al lavoro Migrante. E ritorno
un contributo di Devi Sacchetto alla discussione intorno al pacchetto sicurezza e al lavoro migrante

SCARICA "I Romulus che sono tra noi" IN FORMATO PDF

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postato da: coordmigranti alle ore 16:52 | link |
categorie: giornale, tavolo migranti, migranti antirazzismo

Domani incontro delle reti migranti e antirazziste a Brescia

Cancellare il protocollo con le Poste
chiudere i CPT
per la regolarizzazione permanente dei migranti


Nelle manifestazioni di Brescia e Roma, nelle iniziative di questi mesi in varie città, i migranti hanno  ripreso la parola e la piazza per dire che il Protocollo con le Poste va cancellato, la legge Bossi-Fini abrogata e i Cpt chiusi per sempre. E’ finito il tempo delle promesse, delle mediazioni al ribasso dei governi presunti “amici”.La ripresa della mobilitazione e del protagonismo è il solo  modo che può incidere concretamente e ottenere un reale cambiamento delle condizioni di vita e di lavoro dei/delle migranti. E’ con questo spirito che  molte realtà migranti e antirazziste hanno promosso un incontro per discutere e decidere le prossime iniziative.

domenica 11 novembre
dalle ore 10 alle 15
C.S. Magazzino 47, via Industriale 10, Brescia
postato da: coordmigranti alle ore 12:34 | link |
categorie: assemblee, tavolo migranti, migranti antirazzismo
venerdì, 09 novembre 2007

I migranti non aspettano: obiettivi puntati su Bovi Campeggi e sul Protocollo con le Poste, verso l'assemblea di Brescia


Un momento del presidio di fronte all'Ufficio Stranieri

Ieri pomeriggio alcune decine di migranti ed antirazzisti hanno portato l’attenzione della città e dei mezzi di comunicazione sull’Ufficio Stranieri di via Bovi Campeggi. Nel quasi totale silenzio del mondo politico e sindacale, migliaia di migranti continuano a dover aspettare mesi per il rinnovo dei loro permessi di soggiorno in una situazione che, sebbene migliorata per quanto riguarda gli spazi, resta di estremo disagio ed incertezza. In questi mesi sono stati spesi fiumi di parole sui miglioramenti delle condizioni dei migranti ed abbiamo sentito tante condanne contro la pratica dei rinnovi dei permessi tramite le Poste: condanne cui non sono seguite né mobilitazioni né iniziative che puntassero realmente alla cancellazione di questo ulteriore fardello sulle spalle dei migranti.
Le mobilitazioni del 24 febbraio e del 7 luglio a Bologna, la grande manifestazione del 27 ottobre scorso a Brescia – che ha visto la partecipazione di 15.000 migranti – e il presidio di ieri dimostrano che i migranti non ci stanno. I migranti a Bologna e altrove sono stanchi di aspettare che alle parole seguano i fatti, stanchi di sentirsi dire che un domani tutto cambierà e stanchi di sentire il loro nome senza vedere una reale mobilitazione. I migranti sono pronti a continuare con il loro protagonismo la lotta per il miglioramento delle loro condizioni di vita,  la libertà e i diritti. Come hanno gridato i 15.000 di Brescia, questo avverrà soltanto con la rottura netta del legame tra Permesso di Soggiorno e contratto di lavoro, la chiusura definitiva dei CPT ed una regolarizzazione permanente slegata dal lavoro e dal salario. Questa lotta, a Bologna come a Brescia, passa però dalla cancellazione del Protocollo con le Poste, una vera e propria rapina legalizzata che si aggiunge all’odissea burocratica cui la legge Bossi-Fini e i suoi dispositivi costringono migliaia di migranti in tutta Italia.
Ieri a Bologna abbiamo denunciato la situazione che si è creata nella nostra città in seguito all’introduzione del Protocollo, abbiamo squarciato il velo di silenzio che le proteste formali hanno fatto scendere su ciò che quotidianamente accade all’Ufficio Stranieri, sulle interminabili attese e le code. Al termine del presidio abbiamo incontrato i responsabili dell’Ufficio Stranieri, della Questura e della Prefettura di Bologna, ai quali abbiamo consegnato una lettera – indirizzata al Questore, al Prefetto e al Ministro degli Interni – che chiede l’immediata cancellazione del Protocollo e la soluzione del problema delle centinaia di migranti che sono stati convocati dalla Questura a distanza di anche 10 mesi.
I responsabili si sono assunti di fronte alla delegazione salita in Prefettura alcuni impegni precisi per migliorare la situazione di disagio agli sportelli: 1. Aprire l’ufficio informazioni tutte le mattine, anziché solo al lunedì e al venerdì come oggi; 2. Assicurare che il personale incontrato dai migranti sia in grado di fornire le informazioni richieste; 3. Aumentare il numero di persone ricevute giornalmente per la raccolta delle impronte digitali; 4. Predisporre un sito internet informativo dedicato specificamente al funzionamento dell’Ufficio stranieri e delle pratiche che qui vengono svolte; 5. Predisporre la consegna di un documento che attesti la validità della ricevuta e la regolarità del procedimento di rinnovo durante il periodo di attesa da consegnare a chi trova difficoltà nell’accesso al lavoro o ad altri servizi a causa della lunga attesa per ottenere il nuovo permesso; 6. Assicurare la data di validità dei nuovi permessi a partire dal giorno di validazione, che avviene da parte della Questura qualche giorno dopo la raccolta delle impronte digitali, e non dal momento di richiesta del rinnovo.
Abbiamo ribadito ai responsabili che, visti i tanti impegni disattesi negli anni scorsi, alcuni dei quali analoghi a quelli promessi ieri, per noi questi nulla valgono fino al momento di una loro effettiva ed efficace realizzazione. Abbiamo inoltre denunciato che nessuno di questi impegni avrà in nessun caso una ricaduta positiva su tutti quei migranti che sono già in attesa di rinnovo ed hanno ricevuto appuntamenti a distanza di diversi mesi. Di fronte alla richiesta di adottare provvedimenti urgenti per far fronte a questa situazione, nessun impegno è stato preso.
Per continuare la mobilitazione nazionale e il cammino iniziato il 27 ottobre a Brescia contro la legge Bossi-Fini e per la cancellazione del Protocollo con le Poste, l’11 novembre saremo a Brescia insieme ai gruppi e alle reti migranti che hanno promosso l’assemblea.





Un altro momento del presidio di ieri

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postato da: coordmigranti alle ore 15:47 | link |
categorie: foto, manifestazioni, parole migranti