Per il protagonismo dei migranti
Per l'abolizione del legame tra permesso di soggiorno e lavoro
Per la libertà di movimento e il diritto di restare e per la chiusura dei CPT dentro e fuori l'Europa

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E-mail: coo.migra@yahoo.it
il Coordinamento Migranti si riunisce tutti i MERCOLEDI sera alle 19:30 presso xm24, via Fioravanti 24 a Bologna

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giovedì, 26 ottobre 2006

LETTERA APERTA

Sciopero provinciale dei lavoratori delle imprese di pulizie
e servizi integrati/multiservizi
27 Ottobre 2006


LETTERA APERTA AI LAVORATORI IN SCIOPERO
DAL COORDINAMENTO MIGRANTI BOLOGNA


Finalmente sciopero! Finalmente un passo avanti nella lotta per migliorare le condizioni di lavoro di coloro che sono impiegati nelle cooperative. Finalmente, dopo le mobilitazioni dei migranti, i sindacati sono costretti a parlare anche di lavoro migrante. Crediamo però che due righe in una piattaforma di due pagine non siano sufficienti. Lo abbiamo urlato nei presidi contro Operosa e Manutencoop: se le 'imprese' spesso si chiamano cooperative; i lavoratori sono quasi sempre migranti. Per questo crediamo che il nodo della questione non è solo 'sindacale', ma sopratutto politico: le cooperative approfittano del contratto di soggiorno per lavoro contro i lavoratori migranti. Per questo, da anni agitiamo la parola d’ordine dello sciopero del lavoro migrante come sciopero di tutti i lavoratori. Per questo diciamo da anni che è necessario UNO SCIOPERO GENERALE CONTRO LA LEGGE BOSSI-FINI, o contro la nuova legge che il governo si prepara ad approvare.

Forse voi sapete che…
Il 'contratto di soggiorno per lavoro' lega la permanenza dei migranti in Italia al contratto di lavoro e al reddito: questo vuol dire che se si perde il lavoro, o se si ha un reddito troppo basso, il permesso di soggiorno non viene rinnovato.
Tutti i lavoratori migranti, anche quelli assunti a tempo indeterminato non sono al sicuro, perché se alla fine dell'anno non dimostrano un reddito sufficiente perdono il permesso di soggiorno. Con il legame tra lavoro e permesso non solo siamo costretti ad accettare perdere il lavoro, licenziarsi o essere licenziati, vuol dire essere esposti al rischio di diventare clandestini.
Per tutti questi lavoratori, la perdita del permesso di soggiorno significa il rischio di essere rinchiusi in un CPT, non importa se a Bologna o altrove. Il prezzo da pagare per chi perde il lavoro o chi ha un basso reddito è la libertà.
La condizione di costante ricatto che devono subire i lavoratori migranti non è 'cosa loro': se una parte sempre crescente di lavoratrici e lavoratori è costretta ad accettare ogni condizione contrattuale restando in silenzio, tutti i lavoratori sono indeboliti nelle loro rivendicazioni.

Forse voi non sapete che…
Cosa sono le linee guida del governo illustrate dal ministro Amato per la riforma della Bossi-Fini: tante belle parole per dare un volto umano allo sfruttamento, nessuna volontà di porvi fine. Non si discute di chiudere i CPT, anzi si moltiplicano. Non si parla di cancellare il legame tra permesso, lavoro e reddito che è la radice del problema. Si propongono misure volte a rendere più funzionale la legge: chiedete ai braccianti di Foggia o di Cassibile se si sentono più tranquilli con l'introduzione dello sponsor; chiedetelo a un migrante che non può lottare con i suoi colleghi italiani, perché oltre alla minaccia del licenziamento, per lui c'è lo spettro del CPT.

È il momento di smetterla con questo assordante silenzio, con tutte queste vuote parole. Questo problema ha un nome: si chiama permesso di soggiorno legato al lavoro; e ha un cognome: si chiama Centro di Permanenza Temporanea. Fino a quando questo nodo non sarà una questione centrale per tutto il mondo del lavoro, iniziative come lo sciopero di oggi, o come la manifestazione di Foggia, pur essendo importanti non riusciranno a porre fine allo sfruttamento del lavoro migrante, e intanto tutto il lavoro diventerà migrante!

Il Coordinamento Migranti dà voce pubblica alle denunce in vista di una mobilitazione comune. Una grande assemblea di tutti i lavoratori e la lavoratrici impiegati nelle cooperative può essere il primo passo per decidere insieme come costruire le nostre lotte. È giunta l’ora dello sciopero generale del lavoro migrante!
postato da: coordmigranti alle ore 23:10 | link |
categorie: comunicati
giovedì, 19 ottobre 2006

Senza Chiedere il Permesso - n.3 - ottobre 2006

E' on-line il nuovo numero di Senza Chiedere il Permesso, foglio periodico del Coordinamento Migranti

Sommario:

  • EUROPA SENZA CONFINI, editoriale sulle lotte dei migranti in Europa e in Italia - Pag.1
  • VOGLIAMO RISPETTO! Le lotte dei migranti a Bologna contro la situazione all'Ufficio stranieri e la vergognosa gestione dei permessi di soggiorno da parte della Questura di Bologna - Pag.2
  • GLI IMPEGNI DELLA QUESTURA DI BOLOGNA, resoconto degli impegni presi da Questura e Ufficio Stranieri  dopo il Presidio del 7 ottobre e l'incontro del 14 ottobre - Pag.2
  • I NUOVI PADRONI SI CHIAMANO COOPERATIVE, lo sfruttamento del lavoro migrante nelle cooperative e l'inizio di un percorso di lotta - Pag. 3
  • LE PROPOSTE DEL NUOVO GOVERNO: DIETRO LE PAROLE, UN'ALTRA BOSSI-FINI, prima scheda sulle proposte contenute nella proposta di revisione della legge Bossi-Fini avanzata dal ministro Amato - Pag. 4
Visualizza o scarica il file in formato .pdf cliccando sulla testata:

Testata_Senza_Chiedere_il_P
postato da: coordmigranti alle ore 16:54 | link |
categorie: giornale

Comunicato stampa: Gli impegni della Questura

Leggi il comunicato stampa sull'incontro del 14 ottobre
con la Questura:

Dopo le nostre denunce del trattamento subito dai migranti durante le file per il rinnovo all’Ufficio Stranieri, dopo il presidio del 7 ottobre di fronte alla Prefettura di Bologna, i responsabili della Questura hanno chiesto un incontro con il Coordinamento Migranti Bologna. Durante quell’incontro, avvenuto il 14 ottobre, abbiamo riportato le denunce che i lavoratori e le lavoratrici migranti hanno espresso nelle assemblee e urlato in piazza, e la determinazione a mobilitarci ancora se non avremo risposte concrete.

Il vicario del Questore e la responsabile dell’Ufficio Stranieri hanno assunto di fronte ai migranti degli impegni precisi:

-    Ripristinare la lettera di accompagnamento al cedolino, aggiornata alla luce della circolare emessa ad agosto dal ministero degli interni, secondo cui la ricevuta di rinnovo permette di usufruire di tutti i diritti garantiti dal permesso (fatta eccezione per l’espatrio). La lettera di accompagnamento verrà distribuita automaticamente a chi si presenta all’Ufficio Stranieri con la dichiarazione di disoccupazione, mentre tutti gli altri migranti potranno averla su richiesta.

-    Controllare i documenti al momento della consegna, in modo da evitare attese di 2, 3 mesi per poi sentirsi dire che manca un documento e iniziare così nuovamente l’attesa per il rinnovo.

-    Rilasciare il permesso di soggiorno con validità a partire dalla data di consegna in modo da evitare che, a causa dei ritardi, l’effettiva validità del permesso si riduca a pochi mesi.

-    Prendere in considerazione la situazione di molti migranti che pur avendo al momento del rinnovo un contratto di lavoro rischiano di perdere il permesso perché il loro reddito dell’anno precedente risulta insufficiente. Non possiamo essere espulsi per colpa dei bassi salari o di contratti di lavoro a tempo determinato.

-    Ridurre i tempi di inserimento dei figli appena nati nel permesso o nella carta di soggiorno.

-    Il trasferimento dell’Ufficio stranieri in una nuova sede in via Bovi Campeggi, con spazi e personale adeguato, entro la fine del 2006, per porre fine alle umilianti condizioni alle quali siamo costretti negli attuali spazi di via Agresti.

Questi impegni, se saranno rispettati, potranno migliorare la nostra vita di tutti i giorni a Bologna e in Provincia, e per questa ragione continueremo a verificare che alle parole seguano i fatti, con la stessa determinazione a scendere in piazza se non ci saranno miglioramenti concreti. Ma sappiamo anche che questo non cambierà la condizione di ricatto a cui il contratto di soggiorno per lavoro (il permesso legato al lavoro e al salario) e i Centri di Permanenza Temporanea (istituiti anche a Bologna dalla Turco-Napolitano) costringono tutti i migranti. Per questo continueremo a lottare, come abbiamo fatto il 7 ottobre per la giornata transnazionale di lotta dei migranti, come abbiamo fatto nei presidi e nelle manifestazioni nazionali di questi ultimi anni contro la legge Bossi-Fini. Non vogliamo e non dobbiamo fermarci, perché le ipotesi di riforma proposte dal ministro Amato sono il chiaro segno che il nuovo governo intende cambiare la facciata per lasciare intatto il cuore della legge Bossi-Fini. A Bologna, in Italia, in Europa e oltre, continueremo ad alzare la voce contro lo sfruttamento del lavoro migrante!
postato da: coordmigranti alle ore 13:27 | link |
categorie: comunicati
martedì, 10 ottobre 2006

Video presidio del 7 ottobre (1'46")

postato da: coordmigranti alle ore 22:57 | link |
categorie: manifestazioni
lunedì, 09 ottobre 2006

Comunicato dopo il Presidio del 7 ottobre

IL QUESTORE PRENDE TEMPO,
LA NOSTRA LOTTA CONTINUA


Nella lettera aperta indirizzata al Questore e alle istituzioni cittadine avevamo detto che l’esperienza ci raccomanda prudenza. Abbiamo raccolto la disponibilità del Questore Cirillo a incontrarci proponendo che l’incontro avesse luogo il 7 ottobre, in contemporanea con il presidio organizzato dai migranti di fronte alla Prefettura di Bologna, ma alle parole, alle dichiarazioni di disponibilità, non sono seguiti i fatti. Il Questore afferma ancora di essere disposto a incontrarci “purché venga presentata a tutti gli effetti la richiesta”.
Non è stata considerata tale la lettera aperta sottoscritta dalle associazioni di migranti di Bologna e della provincia. In questo modo, il Questore prende ancora tempo e intanto i problemi che abbiamo segnalato continuano e si aggravano: il Questore d’altra parte dimostra di non avere neppure letto le nostre rivendicazioni, quando afferma che la circolare ministeriale di agosto (che equipara la ricevuta consegnata ai migranti in attesa di rinnovo al permesso di soggiorno) avrebbe superato la necessità di consegnare la “lettera di accompagnamento” ottenuta con l’accordo tra Coordinamento e Ufficio Stranieri prima dell’estate. Avevamo detto chiaramente che quel documento è necessario, perché nei fatti - e sono i fatti, non le parole, che ci interessano - i migranti in possesso della sola ricevuta continuano a vedersi negata la possibilità di accedere al lavoro e ai servizi.
E ci sembrano solo parole quelle che promettono l’apertura imminente della sede di via Bovi Campeggi. Basta guardarla dall’esterno per accorgersi che la ristrutturazione non sarà mai compiuta prima della fine dell’anno, ci sembra chiaro che ancora una volta pretendono che noi rimaniamo ad aspettare. L’incontro avvenuto il 7 ottobre tra una delegazione di migranti e la sostituta del Prefetto di Bologna si è concluso con un’ulteriore dichiarazione di disponibilità.
Ci è stato detto che le nostre rivendicazioni saranno fatte pervenire ai vertici delle istituzioni coinvolte e saremo contattati per un nuovo incontro. Crediamo che debba essere considerata “una richiesta a tutti gli effetti” la voce di centinaia di migranti che ieri mattina hanno presidiato per oltre tre ore la Prefettura di Bologna. Decine di uomini e donne da ogni parte del mondo che vivono e lavorano a Bologna hanno preso parola per ribadire le nostre denunce, hanno preso parola in prima persona dichiarando che NOI VOGLIAMO RISPETTO, e lo stesso hanno fatto in contemporanea i migranti che in tutta Europa e in Africa hanno dato vita alla terza giornata transnazionale di mobilitazione. Decine di lavoratori e lavoratrici italiani hanno sostenuto questa iniziativa con la loro presenza, dimostrando che quella dei migranti è una lotta che investe tutti, che non è separabile da quella che altri lavoratori stanno portando avanti, nonostante i tentativi di ghettizzazione delle lotte che la gestione delle politiche migratorie da una parte e certi settori della cosiddetta società civile dall’altra vorrebbero affermare.
Sotto il segno del protagonismo dei migranti noi continueremo a pretendere rispetto, e saremo nuovamente in piazza se, ancora una volta, le nostre rivendicazioni non otterranno dei fatti come risposte, perché non vogliamo e non possiamo più aspettare.

E poi non ci si venga a dire che non lo avevamo detto.

postato da: coordmigranti alle ore 15:00 | link |
categorie: comunicati
domenica, 08 ottobre 2006

Galleria Fotografica sul presidio del 7 ottobre (31 foto)

Cliccando qui sotto si aprirà uno slideshow di foto dal presidio del 7 ottobre

FOTO PRESIDIO DEI MIGRANTI - 7 OTTOBRE - BOLOGNA
postato da: coordmigranti alle ore 18:34 | link |
categorie:
sabato, 07 ottobre 2006

Oggi il presidio davanti alla Prefettura di Bologna

Oggi si è tenuto il presidio dei migranti davanti alla Prefettura di Bologna, un delegazione è stata ricevuta da un funzionario. Presto verranno pubblicati su questo sito gli aggiornamenti e i commenti sull'incontro e le risposte che abbiamo ottenuto. Rigraziamo tutti coloro che hanno partecipato al presidio: le decine di migranti presenti, che hanno fatto sentire alta la loro voce, sono il modo migliore per continuare questa lotta. Ecco le prime foto della manifestazione:

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7 Ottobre, piazza Roosevelt ore 11:00

L'immagine “http://static.flickr.com/97/262992967_e6b8e2c483_o.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
7 ottobre: Vogliamo Rispetto!

A breve sarà disponibile una galleria completa di immagini e di filmati sul presidio di oggi.

postato da: coordmigranti alle ore 15:37 | link |
categorie: foto, manifestazioni