Per il protagonismo dei migranti
Per l'abolizione del legame tra permesso di soggiorno e lavoro
Per la libertà di movimento e il diritto di restare e per la chiusura dei CPT dentro e fuori l'Europa

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Telefono: 327-57-82-056
E-mail: coo.migra@yahoo.it
il Coordinamento Migranti si riunisce tutti i MERCOLEDI sera alle 19:30 presso xm24, via Fioravanti 24 a Bologna

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giovedì, 28 settembre 2006

Comunicato stampa: il 7 ottobre diciamo basta ai maltrattamenti!


CONTRO LO STRISCIANTE RAZZISMO ISTITUZIONALE,
A QUALE SANTO VOTARSI?

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S. Petronio non è contento. A una settimana dalla sua festa, vede dall'alto che nella sua Bologna un lavoratore migrante che chiede di poter entrare nell’Ufficio Stranieri della Questura per consegnare i suoi documenti, dopo due ore d’attesa si sente dire: «se ti lamenti ancora, ti faccio entrare per ultimo». Non approva che il ragazzo del Bangladesh che cerca di ottenere informazioni si senta rispondere: «ma tu che non sai neanche parlare l’italiano, che cosa ci fai ancora in questo paese?».
Non gli piace che quando qualcuno fa notare che c’è chi ha preso un appuntamento, che gli ingressi potrebbero avere un ordine, ha come risposta il silenzio mentre gli passa davanti chi l’appuntamento non ce l’ha.
Non vorrebbe vedere la donna pakistana col suo bimbo in braccio, che insiste perché sono ormai le 10 e il suo appuntamento era alle 9, e deve accompagnare il bambino all’asilo, respinta con un’alzata di spalle: «se suo figlio perde un giorno d’asilo non è poi così grave».
Questo è successo ieri a Bologna.

Ma chi decide cosa è grave?

Sentiamo parlare ogni giorno di presunti scontri di civiltà, ma non dovrebbero stare proprio dalla parte dei “civili” (contro noi “barbari” che non parliamo neanche bene l’italiano) quelli che ci costringono tutti i giorni, con il sole d’agosto, la pioggia d’ottobre o il gelo dell’inverno bolognese a fare file interminabili in mezzo alla strada, e che pure ci insultano? Già immaginiamo i vertici della Questura di Bologna che scrollano le spalle: quello che fa un singolo impiegato non dipende da noi; noi che facciamo del nostro meglio, ma non abbiamo i soldi; noi non abbiamo il personale; noi non abbiamo mica colpe. Invece noi sappiamo che quello che noi lavoratori e lavoratrici migranti subiamo tutti i giorni, tutti i giorni, di fronte all’Ufficio Stranieri della Questura di Bologna, non è altro che strisciante razzismo istituzionale, che quotidianamente ha luogo nell’indifferenza di chi dovrebbe amministrare quel piccolo vicolo in cui noi facciamo la fila.
Nemmeno San Francesco, protettore di questa Italia civile, sarebbe contento. 
Noi lavoratrici e lavoratori migranti che viviamo a Bologna non sempre possiamo rispondere agli insulti. Non è come fare la fila alle poste, o in banca, perché da quella fila, dalla possibilità di entrare nell’Ufficio Stranieri della Questura di Bologna, dipende la nostra vita, legata a quel pezzo di carta che si chiama permesso di soggiorno. Ma a volte la misura si colma, l’indignazione esplode, e allora non si può tacere su ciò che è davvero grave, e con noi non può tacere Bologna, se non vuole ammettere che nel suo cuore di mattoni rossi il razzismo può anche indossare la divisa. Per questo invitiamo non solo il Prefetto e il Questore, ma anche la stampa e ogni cittadino a venire a vedere con i propri occhi e ascoltare ciò che noi ogni giorno siamo costretti a vedere e ad ascoltare.
Per rispondere a tutto questo, di certo non intendiamo votarci a nessun Sant’Antonio, patrono di Padova e ultimamente anche dei muri.

Per rispondere a tutto questo chiederemo un incontro ai responsabili della Questura e della Prefettura, e saremo in piazza ancora una volta, il prossimo 7 ottobre, durante la giornata transnazionale di lotta dei migranti, per far sentire la nostra voce contro la gestione vergognosa dei permessi di soggiorno da parte della Questura e della Prefettura di Bologna e contro quel razzismo strisciante che le attraversa e non possiamo più accettare.
postato da: coordmigranti alle ore 09:29 | link |
categorie: comunicati, manifestazioni
martedì, 26 settembre 2006

Il 7 ottobre a Bologna: presidio dei migranti davanti alla Prefettura

NOI NON POSSIAMO E NON VOGLIAMO PIU’ ASPETTARE!
A BOLOGNA, IN EUROPA E OLTRE:
LIBERTA’ PER I MIGRANTI!



Quello che abbiamo ascoltato negli ultimi mesi sono solo vuote promesse. Il governo prepara una nuova legge, e presto sarà chiaro che poco o nulla verrà cambiato della Bossi-Fini, contro la quale a Bologna e in tutta Italia noi migranti abbiamo lottato:

-    Non vogliono cancellare il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro che ci rende schiavi.
-    Non vogliono chiudere i centri di permanenza temporanea dove rischiamo di essere rinchiusi senza    avere commesso alcun reato. [leggi l'intervento del ministro Amato]

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QUELLO CHE ABBIAMO CHIESTO, QUELLO CHE NOI VOGLIAMO, RISCHIA DI RIMANERE INASCOLTATO SE NON FACCIAMO SENTIRE ANCORA LA NOSTRA VOCE!


Intanto la Questura e la Prefettura di Bologna aspettano: aspettano la nuova legge, aspettano un aumento del personale, aspettano…come se non fossero loro i responsabili, in questa città, della nostra situazione! Ormai per avere l’appuntamento per il rinnovo del permesso sono necessari anche tre mesi, e più di due mesi per il rilascio di quello nuovo. Dobbiamo accettare sui posti di lavoro salari sempre più bassi, e poi ci dicono che il nostro reddito è insufficiente per ottenere il permesso, la carta di soggiorno o il ricongiungimento famigliare. In migliaia abbiamo presentato domanda per entrare nelle quote flusso, e i responsabili dello Sportello Unico ci dicono che non riescono a concedere più di un nulla osta alla settimana. Dovremo aspettare anni, anche se magari sono anni che lavoriamo in nero in questo paese! Come se non bastasse, siamo ancora costretti ad accettare di essere insultati ogni volta che andiamo all’Ufficio Stranieri della Questura di Bologna, dove il razzismo è all’ordine del giorno.

NOI NON POSSIAMO E NON VOGLIAMO PIÙ ASPETTARE!

Il prossimo 7 ottobre, i migranti di tutta Europa e molte organizzazioni africane manifesteranno insieme per dire NO! allo sfruttamento del lavoro migrante, ai centri di detenzione, alle espulsioni, e per chiedere all’Europa una regolarizzazione permanente slegata dal lavoro e dal salario. Quello che succede a Bologna e in Italia è sempre più una questione Europea, perché è l’Europa che costruisce i confini, territoriali e sociali, che ci impediscono di muoverci liberamente.
[Leggi l'APPELLO EUROPEO, la LISTA DELLE ADESIONI e la LISTA DELLE INIZIATIVE IN EUROPA E AFRICA]


Per questo anche a Bologna saremo in piazza il 7 ottobre insieme a migliaia di lavoratori e lavoratrici migranti che a Parigi e in Senegal, a Varsavia e in Mauritania, a Barcellona e in Benin, a Londra e in Marocco, ad Amburgo e nel Mali, diranno con noi:

BASTA CON LE ATTESE PER RINNOVARE IL PERMESSO DI SOGGIORNO!

BASTA CON IL RAZZISMO DELL’UFFICIO STRANIERI!

SBLOCCARE E ACCELERARE SUBITO LE PRATICHE DELLE QUOTE FLUSSO!

CHIUDERE DEFINITIVAMENTE TUTTI I CENTRI DI PERMANENZA TEMPORANEA: NON LI VOGLIAMO NE’ QUI, NE’ ALTROVE!


Sabato 7 ottobre – ore 10.30

PRESIDIO

di fronte alla Prefettura di Bologna - PIAZZA ROOSEVELT



Per adesioni e informazioni: coo.migra@libero.it; 328.77.27.555
postato da: coordmigranti alle ore 14:49 | link |
categorie: comunicati, manifestazioni

7 ottobre: terza giornata transnazionale di lotta dei migranti

APPELLO
PER LA TERZA GIORNATA DI MOBILITAZIONE E LOTTA DEI MIGRANTI

7 OTTOBRE 2006, IN EUROPA E OLTRE


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“In nome della lotta all’immigrazione clandestina, i governi adottano misure poliziesche repressive ed estendono le frontiere delle nazioni ricche attraverso i centri di detenzione, le espulsioni e la selezione della forza lavoro” (dall’Appello di Bamako/Mali al Polycentric World social Forum, gennaio 2006)
 
Mentre il regime Europeo di governo delle migrazioni produce clandestinità, oggi l’istituzione di centri di detenzione e altri strumenti di controllo nei paesi africani e dell’Europa dell’Est (la loro esternalizzazione) costituisce una delle principali misure adottate dalle autorità europee contro i continui movimenti e le lotte dei migranti.
Quando migliaia di migranti e rifugiati collettivamente hanno attraversato i recinti di frontiera delle enclaves spagnole di Ceuta e Melilla nell’ottobre dello scorso anno, le cruciali rivendicazioni per la libertà di movimento e uguali diritti sono state chiaramente portate alla pubblica attenzione, almeno per un momento. Le reazioni disumane e barbare, gli spari a morte e le deportazioni di massa nel deserto rispecchiano il crescente livello di conflitto e la crisi del regime europeo di governo delle migrazioni.
 
Ma c’è un processo in atto che mina alle fondamenta questo regime – non solo dall’esterno dei confini, ma anche dall’interno. Attraverso tutta l’Europa, ogni giorno, vediamo lotte sociali e politiche, proteste e campagne contro i campi e le deportazioni, per il diritto d’asilo per le donne e gli uomini, per la legalizzazione, per una cittadinanza europea di residenza e contro lo sfruttamento del lavoro migrante. E queste lotte vanno molto oltre ogni ristretta concezione dell’identità europea.
 
Il nostro nuovo appello condiviso per una giornata comune di lotta si riferisce non solo alle mobilitazioni del 31 gennaio 2004 e del 2 aprile 2005, quando la prima e la seconda giornata di azione e lotta dei migranti hanno avuto luogo in più di 50 città in tutta Europa. Al Forum Sociale di Atene, nel maggio 2006, la questione delle migrazioni per la prima volta ha avuto un proprio asse tematico. Una rete crescente di realtà legate alle questioni dei migranti ha deciso, nell’assemblea finale, di fare un passo avanti e coordinare ancora una volta l’iniziativa per il 7 ottobre.
 
Tenendo in considerazione le specifiche condizioni e circostanze regionali e nazionali delle varie lotte, la terza giornata di lotta dei migranti vuole costruire un livello di resistenza europeo e transnazionale. La nostra mobilitazione sarà un primo passo verso un’attività centrale su scala europea nella prospettiva di sviluppare l’idea di una manifestazione comune nel 2007, sia a Bruxelles o in qualunque altro luogo politicamente rilevante. Il nostro intento è quello di rivolgerci all’Europa nel suo complesso, non solo ai governi nazionali.
 
Inoltre, la scelta della data di ottobre serve a ricordare gli eventi avvenuti a Ceuta e Melilla nel 2005. Faremo uno sforzo particolare nella costruzione della cooperazione con le iniziative in Africa: una giornata di azioni in contemporanea tra le città Europee e Africane a ottobre aiuterebbe a promuovere un asse sulle migrazioni nel prossimo Forum Sociale Mondiale, che avrà luogo a Nairobi (Kenia) nel gennaio 2007. Questo corrisponde a quanto indicato dall’appello di Bamako: “nel periodo tra il Forum di Bamako e quello di Nairobi, proponiamo un anno di mobilitazione internazionale in difesa del diritto di ognuno di circolare liberamente e di determinare il proprio destino […] proponiamo una giornata internazionale di mobilitazione che possa avere luogo in luoghi simbolo delle frontiere (aeroporti, centri di detenzione, ambasciate ecc…)”.
 
Soprattutto, vogliamo sottolineare con forza la dimensione globale delle lotte dei migranti oggi. Per questo intendiamo connettere la nostra giornata di lotta con le iniziative e le mobilitazioni di massa del movimento americano dei migranti che avranno luogo in futuro.

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La terza giornata di lotta sarà diretta contro la negazione dei diritti e la criminalizzazione dei migranti e contro ogni regime di controllo delle migrazioni, articolando rivendicazioni chiare all’interno delle parole d’ordine LIBERTA’ DI MOVIMENTO E DIRITTO DI RESTARE:
 
- per una legalizzazione senza condizioni e uguali diritti per i migranti in tutta Europa
- per la chiusura di tutti i centri di detenzione in Europa e ovunque
- per la fine di tutte le deportazioni e del processo di esternalizzazione
- per la rottura del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, contro la precarietà

Clicca QUI o QUI per vedere la lista delle adesioni aggiornata giorno per giorno

postato da: coordmigranti alle ore 08:38 | link |
categorie: comunicati
martedì, 19 settembre 2006

Sabato 23 settembre: presidio all'ospedale Sant'Orsola

LA MANUTENCOOP APPROFITTA DEL RICATTO DEL CONTRATTO DI SOGGIORNO PER LAVORO CONTRO I LAVORATORI MIGRANTI!

Sabato 23 settembre le lavoratrici e i lavoratori migranti impiegati dalla Manutencoop nei servizi dell’Ospedale S. Orsola prenderanno parola contro le dure condizioni salariali e di lavoro a cui sono costretti. La mancata applicazione della legge sulla sicurezza (626/94) l’assenza di un luogo dove consumare il pasto nella pausa pranzo e la riduzione dell’erogazione degli irrisori buoni pasto da 3 euro sono soltanto alcuni problemi della ben più grave situazione dei migranti impiegati dalla Manutencoop al S. Orsola.

L’ESTERNALIZZAZIONE DI SERVIZI E MANSIONI NASCONDE
LO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO MIGRANTE!


Per vincere le gare d’appalto le cooperative riducono i salari dei lavoratori e rendono più flessibili i loro tempi di lavoro. Flessibilità significa la totale disponibilità delle lavoratrici e dei lavoratori alle esigenze delle aziende: nei sotterranei o nelle corsie dell’ospedale, quattro o sei ore di lavoro al giorno previste dal contratto diventano spesso otto, dieci o dodici. Spezzando la giornata lavorativa, costringendo i lavoratori con contratti a tempo pieno a lavorare con pause di due o tre ore, la Manutencoop vuole costringerci a scegliere contratti part-time, per risparmiare sui salari e prolungare il tempo di lavoro. Facendo fare gli straordinari, paga meno tasse e aumenta i suoi profitti riducendo i nostri redditi. Questo riguarda tutti i lavoratori, italiani e migranti, ma in più noi migranti rischiamo di sentirci dire dall’Ufficio Stranieri della Questura di Bologna che la nostra busta paga è insufficiente a rinnovare il permesso, a ottenere la carta di soggiorno o il ricongiungimento famigliare. E’ difficile raggiungere il livello di reddito necessario, soprattutto quando si hanno figli a carico.

Molti lavoratori migranti della Manutencoop impiegati al S. Orsola hanno contratti a tempo indeterminato e spesso accettano qualsiasi condizione di lavoro perché un contratto a tempo indeterminato permette in teoria di avere permessi di soggiorno più “stabili”. Ma è proprio il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, è proprio la paura di perdere il lavoro e finire rinchiusi nei Centri di Permanenza Temporanea in attesa di espulsione che ci costringe ad accettare qualsiasi mansione anche in assenza di regole e controlli per la sicurezza, anche quando il tempo di lavoro viene diviso e aumentato per una paga da fame.

Contro questa situazione, contro il silenzio della città e dell’amministrazione e la complicità dei sindacati confederali, parteciperemo al presidio dei lavoratori e delle lavoratrici della Manutencoop per dire insieme a loro no allo sfruttamento del lavoro migrante!

Siamo noi che puliamo gli ospedali, che lavoriamo nei magazzini e che permettiamo che funzionino i servizi, ma per la Manutencoop siamo solo lavoratori da sfruttare:
le cooperative approfittano del legame tra lavoro, salario e permesso di soggiorno per costringerci a fare tutto quello che vogliono!

http://tspweb02.tsp.utexas.edu/webarchive/03-30-01/Images/janitors.jpg


Ma per noi è giunto il momento di dire quello che noi vogliamo:
basta con la legge Bossi-Fini, basta con i ricatti sulle nostre vite


VOGLIAMO RISPETTO!

PRESIDIO, SABATO 23 ORE 11:30, OSPEDALE S.ORSOLA
INGRESSO PADIGLIONE OSTETRICIA, VIA MASSARENTI

postato da: coordmigranti alle ore 11:31 | link |
categorie: comunicati, manifestazioni